Lasciarsi animare dalla giustizia
Un giorno una parola – commento a Salmo 34, 15
Gli occhi del SIGNORE sono sui giusti e i suoi orecchi sono attenti al loro grido
Salmo 34, 15
Mentre Pilato sedeva in tribunale, la moglie gli mandò a dire: «Non aver nulla a che fare con quel giusto, perché oggi ho sofferto molto in sogno per causa sua»
Matteo 27, 19
Credo che una forza della Bibbia sia proprio quella di metterci in difficoltà soprattutto quando non ci accontentiamo di risposte nette e tantomeno consolatorie. Dove troviamo allora la risposta chiara della Scrittura? In cosa consiste la consolazione e da dove viene? A chi? Direi che il potere della Parola sia quello di farci parlare per interrogare e interrogarci.
Dio vede colui che è giusto ma chi è il giusto di cui parla il salmo? La nostra esperienza ci dice anche ben altro, e allora si aprono domande: che significa essere giusti, davvero, e come mai, anche i giusti gridano? Non bastava che Dio seguisse con il suo sguardo premuroso i loro movimenti per preservarli dal dolore della vita?
Se leggiamo il Salmo per intero, apprendiamo che si tratta, innanzitutto, come tutti i Salmi, di una preghiera liturgica, quindi per la comunità; una preghiera di ringraziamento e lode che nasce da un’esperienza personale, attribuita al leader che più di tutti ha incarnato la “giustizia”: il re Davide.
Allora, cos’è questa “giustizia”? Non si tratta di un concetto astratto, bensì di uno stile di vita, di diversi modi di essere ed agire: “cercare il Signore”, “temere il Signore”, “bramare” una vita lunga e felice, che consiste nel volere il bene, che – viene subito specificato – significa astenersi dal parlare male degli altri e dal calunniarli, cercare attivamente lo shalòm, una pace totale, che comprende relazioni, leggi e natura.
Il “giusto” non è esente dal male, anzi, leggiamo che addirittura molte sono le sue afflizioni. Come lo furono del re Davide stesso, che non era tale perché dimostrava sapienza, ma perché riconosceva di essere “servo”, ovvero colui che ricercava sempre la volontà di Dio a guida delle proprie decisioni.
In questa luce, allora sì che le parole del Salmo diventano non solo un canto alla liberazione operata da Dio, ma anche un’istruzione per chi non vive ripiegato su di sé, bensì è animato dalla passione per la vita e per il bene di ogni creatura. Amen.