I protestanti e i dogmi
Il pastore Luca Baratto nella rubrica «Parliamone insieme» della trasmissione Rai Culto Evangelico risponde a una domanda ricorrente posta dal pubblico
Ci sono delle domande, delle curiosità sul protestantesimo che periodicamente ritornano nelle conversazioni, nelle mail che riceviamo in redazione, nelle telefonate. Una di queste domande ricorrenti è la seguente: “Caro pastore, anche i protestanti hanno i dogmi, riconoscono i dogmi?”
Sono sicuro che molte persone risponderebbero di no: i protestanti non hanno dogmi. Questo probabilmente perché esiste ancora il preconcetto – che, purtroppo, alcuni protestanti stessi alimentano – che il protestantesimo sia una religione individuale, in cui ognuno può mettere in questione ogni cosa e interpretare arbitrariamente la fede. Non è così. I protestanti i dogmi li hanno e li riconoscono.
Bisogna però mettersi prima d’accordo su che cosa s’intenda per dogma. Dogmi sono tutte quelle verità di fede che rappresentano l’essenza del cristianesimo e che sono patrimonio comune a tutti i cristiani. La Trinità – lo scorso anno abbiamo ricordato i 1700 anni del Concilio di Nicea che sulla Trinità si espresse –, ma anche l’incarnazione, l’opera di Cristo, il Dio creatore, la salvezza dell’umanità, il giudizio, sono articoli di fede comuni a tutte le chiese cristiane. Non sono protestantesimo, cattolicesimo od ortodossia: sono cristianesimo. Quando si dice che le cose che uniscono i cristiani sono maggiori di quelle che li dividono si dice qualcosa di vero. Il nostro patrimonio comune, definito nei primi secoli del cristianesimo, è immenso e ci permette di recitare insieme il credo con assoluta sincerità.
Di questo erano ben coscienti i Riformatori del XVI secolo. Quando nel 1530 i protestanti tedeschi consegnarono all’imperatore Carlo V una loro confessione di fede – la Confessione di Augusta – presentarono un testo che iniziava enumerando tutte le principali verità cristiane; solo nella seconda parte passava a spiegare le specificità protestanti.
Detto questo, si può aggiungere che i protestanti non hanno dogmi propri. Non è un’affermazione banale, perché altre chiese nel corso della storia hanno deciso di proclamare dei dogmi che non sono riconosciuti da tutti i cristiani. La Chiesa cattolica, per esempio, lo ha fatto nel corso del papato di Pio IX con la definizione dell’infallibilità del papa e l’immacolata concezione di Maria. Due affermazioni di fede coerenti con la dottrina cattolica ma indigeste – anzi, inaccettabili – per il resto del cristianesimo, o per una sua cospicua e non trascurabile parte. Il fatto che queste siano affermazioni di fede non condivise da tutti fa dubitare che in effetti si possano chiamare dogmi. In più, imporre qualcosa che è particolare a una confessione come elemento essenziale dell’intera fede cristiana è un ostacolo serio al cammino ecumenico e all’unità della chiesa.
La rubrica «Parliamone insieme» a cura di Luca Baratto è andata in onda domenica 19 luglio durante il «Culto evangelico», trasmissione (e rubrica del Giornale Radio) di Rai Radio1 a cura della Federazione delle chiese evangeliche in Italia. Per il podcast e il riascolto online ci si può collegare al sito www.raiplayradio.it