La bellezza di tutto ciò che è vivo
L’artista delle piscine ha trasformato luce, affetti e semplicità in un linguaggio universale.
«Non mi piacciono i grandi gesti. Non do valore ai premi. Do valore ai miei amici». In perfetta coerenza con questa sua frase, David Hockney, morto a 88 anni all’inizio di giugno, al suo funerale ha voluto solo due persone: il compagno della sua vita, e il suo pronipote, che era anche il suo assistente e fotografo.
Non era un orso, però, e si è lasciato salutare dal grande pubblico con le celebrazioni da lui stesso autorizzate: a Londra, nello Yorkshire, a Parigi e a Los Angeles.
Non solo pittore, ma anche scenografo, fotografo, esperto di tecnologie digitali, Hockney è stato un uomo fortunato, che ha potuto esprimere sé stesso nell’arte come nella vita in libertà e tranquillità, anche economica: il suo famoso quadro Ritratto di un artista. Piscina con due figure, del 1972, fu battuto all’asta nel 2018 per oltre 90 milioni di dollari, giusto per fare un esempio.
Eppure, pur essendo uno degli artisti più apprezzati e ricercati al mondo già quando era ancora vivente, Hockney riesce a non perdere l’attenzione per il sorriso piccolo e tranquillo, quello che dà pace, valore alle relazioni, valore al tempo. Obiettore di coscienza che prestò servizio come inserviente in un ospedale, David Hockney è stato un giglio del campo cui la vita ha risparmiato molta fatica, ma che ha saputo dipingere la ricchezza senza ostentarla, quasi come se non la possedesse.
I suoi famosi quadri di piscine non orientano lo sguardo di chi li osserva sulle capacità economiche di chi ne era proprietario, ma su ciò che è di tutti: la bellezza della luce, dell’acqua, dell’affetto con cui un essere umano può guardarne un altro che sta facendo una nuotata. Un’arte figurativa che riesce a trasmettere non solo un’immagine, ma anche, forse soprattutto, il pensiero, il sentimento, la bellezza di tutto ciò che è vivo.
«La vita che vale più del cibo, e il corpo che vale più del vestito»: in un quadro, o in una fotografia.