Opportunità e rischi dell’Intelligenza artificiale
Il Consiglio ecumenico delle chiese commenta “Magnifica Humanitas”, la prima enciclica di papa Leone
In occasione della pubblicazione di “Magnifica Humanitas”, la prima enciclica di papa Leone XIV, dedicata all’intelligenza artificiale e alla dignità umana, il vescovo luterano Heinrich Bedford-Strohm, moderatore del Comitato centrale del Consiglio ecumenico delle chiese (Cec), ha espresso gratitudine per il documento sociale.
“Magnifica Humanitas” (in latino “La Magnifica Umanità”) affronta i rapidi sviluppi tecnologici dell’era digitale, che trovano la loro espressione più avanzata nell’intelligenza artificiale.
«Questo sviluppo offre grandi opportunità, ma comporta anche grandi rischi», ha affermato Bedford-Strohm. «Lo sviluppo tecnologico ha acquisito una tale spinta che le norme che ne garantiscono un uso responsabile non sono riuscite a tenere il passo».
Questo rende ancora più importante un dibattito pubblico globale su tali norme urgentemente necessarie, ha osservato Bedford-Strohm. «Uno degli obiettivi è quello di stabilire meccanismi efficaci per proteggere la libertà e la dignità umana dalle multinazionali dei dati, il cui potere monopolistico è ormai praticamente incontrollabile», ha dichiarato. «Soprattutto quando si parla di intelligenza artificiale, la questione centrale è anche il concetto di umanità».
Bedford-Strohm ha aggiunto che è ovvio che le Chiese, con il loro ricco patrimonio di riflessioni antropologiche, abbiano qualcosa di importante da dire al riguardo. «Ecco perché ne abbiamo discusso intensamente negli ultimi anni in seno al Consiglio ecumenico delle chiese», ha concluso. «Sono molto grato che papa Leone stia dando un forte impulso a questa discussione con la sua nuova enciclica, che spero avrà un impatto sull’opinione pubblica mondiale pari a quello che l’enciclica Laudato Si’ di papa Francesco ha avuto sul tema dell’ecologia».
Il segretario generale del Cec, il pastore Jerry Pillay, ha osservato come il Consiglio ecumenico riconosce da tempo i progressi e i benefici della tecnologia e dell’intelligenza artificiale in molti ambiti della vita, ma mette anche in guardia dalle sfide che essa comporta per i valori spirituali, morali ed etici se non attentamente controllata e monitorata. «La tecnologia deve essere utilizzata per migliorare e sviluppare la qualità vita e non per sostituire il lavoro, i valori e la dignità umana. Sono particolarmente grato a papa Leone XIV per la Magnifica Humanitas, un’enciclica di grande rilevanza e attualità in un’epoca di espansione dell’intelligenza artificiale».
Pillay ha inoltre osservato che l’approccio teologico dell’enciclica fornisce una posizione ben definita sul perché le Chiese debbano far sentire la propria voce con discernimento e cautela riguardo ai rischi e alle conseguenze dell’intelligenza artificiale.
«Riconosce la creazione dell’essere umano da parte di Dio e la capacità dell’essere umano di fare il bene, ma riconosce anche la presenza del male e le sue tragiche conseguenze sull’umanità e sulla vita nel mondo», ha commentato ancora Pillay. «Le guerre, i conflitti, l’insensata uccisione di migliaia di persone ogni giorno e l’uso della tecnologia che contribuisce a tale distruzione devono essere messi in discussione».
Quando la tecnologia viene utilizzata per il bene, al servizio del bene umano per costruire la famiglia, la comunità e il mondo, è in linea con il piano di Dio, ha osservato Pillay. «Tuttavia, nelle mani dei potenti e dei ricchi, diventa uno strumento di egoismo e abuso, di beneficio limitato per i poveri e gli emarginati», ha proseguito. «La tecnologia senza responsabilità sociale sta rimodellando i rapporti di potere e impoverendo le relazioni umane».
Pillay ha concluso affermando che l’enciclica ci aiuta a comprendere l’appello all’amore, alla grazia e alla pace. «Pone la domanda che dovrebbe essere sempre presente nelle nostre menti, nei nostri cuori e sulle nostre labbra: “Che tipo di mondo stiamo cercando di costruire?”». Il Consiglio ecumenico delle chiese plaude e raccomanda “Magnifica Humanitas” a tutti, non solo alle persone di fede, come spunto di studio, riflessione e azione, mentre cerchiamo di costruire un mondo migliore per tutte le persone e per il creato».