Viaggio tra i protestanti italiani

Seconda puntata al seguito della troupe televisiva di Protestantesimo

Nelle scorse settimane abbiamo raccontato la prima parte del viaggio del pastore Platone insieme alla troupe di Protestantesimo per la realizzazione di due puntate sull’Italia dei protestanti. La prima è andata in onda domenica 23 agosto. La seconda andrà in onda domenica 6 settembre, in replica domenica 13; tutte le puntate si possono rivedere sul sito https://www.raiplay.it/programmi/protestantesimo.

 

Prima di ripartire per andare a Nord attraversiamo Roma. Ci fermiamo nel quartiere Prati, in Piazza Cavour davanti al tempio valdese in stile neoromanico con elementi Liberty e con le decorazioni e le belle vetrate policrome di Paschetto. Qui incontriamo il giovane pastore della comunità, Marco Fornerone, con il quale, a pochi passi dal Vaticano, parliamo di ecumenismo.

Ripartiamo e in serata siamo a Firenze, dove affrontiamo il tema della diaconia valdese. Viviamo un approfondito incontro all’Istituto Gould con Pietro Venè che c’illustra il lavoro che coinvolge circa 150 giovanissimi. L’obiettivo è di accompagnare i giovani verso l’autonomia e imparare a convivere con le difficoltà in vista, se possibile, del loro superamento. Non lasciamo Firenze senza visitare Casa Aurora, cuore della presenza avventista in Italia, ci accompagna il pastore Davide Romano. Il vasto complesso, nel cuore del polo ospedaliero fiorentino, ospita una Villa medicea e nuove, moderne strutture, che accolgono, principalmente, familiari di persone ricoverate nei vari ospedali cittadini. La chiesa avventista, da anni, collabora con la Federazione delle chiese evangeliche in Italia: un’amicizia sbocciata all’insegna di fraterne collaborazioni e rispetto delle singole peculiarità teologiche. Da questo punto di vista l’aria fiorentina è tonificante. 

Dalla Toscana alla Liguria. A Genova partecipiamo al culto domenicale, presieduto dal pastore William Jourdan, nella chiesa valdese di via Assarotti. Una via religiosamente singolare, vi siaffacciano la chiesa anglicana, quella luterana, quella valdese, la sinagoga e, nel passato, in prossimità di questa arteria cittadina c’erano il tempio della chiesa riformata svizzera e quello della chiesa presbiteriana scozzese. «Insomma – spiega Jourdan – una strada che, con la presenza di questi locali di culto, ha cercato di esprimere in un passato non troppo lontano la varietà di appartenenze radicate nel tessuto cittadino. Se la città è o sarà capace di aggiornare questo atteggiamento rispetto alle sfide odierne è questione che rimane, e deve essere lasciata aperta».

Attraversiamo la Liguria di Ponente facendo sosta all’ospitale Casa valdese di Vallecrosia. Da qui Ventimiglia è a un tiro di schioppo. Sulla frontiera con la Francia incontriamo Simone Alterisio della Diaconia valdese e Jacopo Colombo della Onlus WeWorld. Con loro assistiamo a tentativi di espatrio in Francia. Due giovani ragazzi afghani si lanciano giù da un dirupo pericolosissimo, attraversano la sottostante ferrovia e giunti in prossimità del confine, vengono intercettati dai gendarmi. È solo un esempio delle quotidiane tragedie dei migranti che tentano di superare il confine con la Francia per raggiungere parenti o amici.

Sulla strada che ci porterà in Piemonte, facciamo una sosta alla Casa valdese di Pietra Ligure, una location straordinaria posta davanti al mare, dove siamo accolti con gioia. Risalire sul camper non è facile, ma il tempo stringe. In poche ore siamo a Torino, qui ci aspettano le pastore Maria Bonafede e Sophie Langeneck, due generazioni a confronto. La riflessione riguarda i temi etici così discussi e divisivi. Un salto alla Libreria Claudiana per raccogliere impressioni dal libraio Marco Loggia sulla crisi del libro.

Le ultime giornate sono dedicate alle Valli Valdesi: il centro ecumenico di Agape senza campi estivi ma aperto al pubblico. Poi ci trasferiamo a Luserna San Giovanni per visitare almeno una delle nostre opere che dal 1884 ospita persone anziane. L’Asilo è una struttura conosciuta per l’attenzione che riserva ai propri ospiti, all’incirca un centinaio. Penultima tappa è la visita a Torre Pellice, con gli antichi edifici che si affacciano sulla via Beckwith. È sempre emozionante tornare in questo storico quartiere. Ci riposiamo alla Foresteria valdese, accogliente e ben curata.

La mattina seguente, sabato 25 luglio, col camper saliamo al colle della Vaccera (1461 m), poi con auto private ci trasferiamo alla Cà d’la pais (Casa della pace) in località Bagnòou. Siamo una trentina di persone, è l’ultima tappa. Piantiamo due superbi faggi e svolgiamo una breve riflessione alla fine di questo lungo viaggio. Il virus della guerra ha distrutto la casa che da questo poggio naturale domina la Valle sino a perdita d’occhio, qui c’era la sede della Banda partigiana del Bagnòou, ne faceva parte anche il predicatore metodista Jacopo Lombardini, l’unico senz’armi. Da quelle macerie la Casa è rinata grazie alla volontà di tante persone che hanno creduto possibile la sua ricostruzione. Anche oggi possiamo ricostruire le relazioni che il Covid-19 ha in parte rovinato. Non sarà più come prima ma, noi lo speriamo, meglio di prima. Non è l’unica crisi che storicamente abbiamo attraversato. In fondo, in questo paese che non ha offerto sconti alla nostra presenza di protestanti, in crisi lo siamo sempre un po’ stati. 

Eravamo partiti per raccogliere, nel tempo della crisi del Covid-19, lamentele, rassegnazione, mancanza di progettualità siamo invece tornati a casa rinfrancati, arricchiti, rigenerati. Una botta di vita! 

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