I comuni di Rivalta di Torino e Piossasco ascoltano il Sinodo

Fatto proprio l'invito a offrire un'alternativa al Decreto sicurezza

Sono state sufficienti poche ore dalla pubblicazione del comunicato stampa intitolato «Il Sinodo delle chiese metodiste e valdesi esprime preoccupazione per le conseguenze del Decreto sicurezza. Le chiese si attiveranno nei territori per evitare che gli "ultimi" perdano i diritti fondamentali» perché i primi due comuni non lontani dal Pinerolese raccogliessero il messaggio dei 180 deputati riuniti per l’annuale assise a Torre Pellice e lo facessero proprio. 

«Oggi la comunicazione avviene in tempo reale – ci spiega Nicola De Ruggiero, sindaco di Rivalta, e già assessore regionale all’ambiente nella tornata elettorale del 2005 –: non aveva senso aspettare altro tempo, indire un tavolo etc, abbiamo pensato di agire subito». 

L’altro comune che si è subito schierato è Piossasco, «vicino» di casa di Rivalta nella cintura torinese. «Siamo quotidianamente in contatto con i comuni limitrofi, cerchiamo di lavorare insieme – aggiunge De Ruggiero – e un messaggio che parte unitamente da due comuni ha più valore di un’iniziativa presa da un ente singolo». 

Nel comunicato stampa del Nev, l’agenzia stampa evangelica, si può leggere che «Il Sinodo è anche intervenuto sulle possibili situazioni relative alle iscrizioni anagrafiche e concessioni della residenza a persone italiane e straniere in situazioni di marginalità (titolari di protezione umanitaria e sussidiaria, richiedenti asilo e persone sottoposte a procedimenti penali e amministrativi per determinati reati per i quali si prefigurano limiti all’accesso ai diritti fondamentali quali il diritto alla salute e all’assistenza sociale e sanitaria, il diritto alla casa e al lavoro)» e ha invitato le Chiese «a chiedere che nei Comuni dei propri territori i sindaci autorizzino il rilascio della residenza, come già avvenuto in alcuni Comuni o a seguito di talune ordinanze giudiziali».

Ma cosa possono fare i comuni sul piano pratico? «Faremo tutto ciò che si può e soprattutto si deve fare, anche se risultasse necessario forzare un po’ la mano in alcuni casi – continua De Ruggiero – come autorizzare l’iscrizione all’ufficio anagrafe e conseguentemente il rilascio della residenza a chi viva in situazione di difficoltà originata dalle nuove direttive inserite nel Decreto sicurezza. L’aspetto a cui tengo molto riguarda la volontarietà del gesto da parte del migrante che deve essere consapevole della scelta che sta effettuando e non deve essere utilizzata per scopi politici o di propaganda perché, in definitiva, parliamo pur sempre di persone in situazione di debolezza».

A Rivalta sono al momento ospitate 36 persone (il picco è stato raggiunto nei mesi scorsi con 53 su un comune di 20000 abitanti) con storie diverse ed esigenze diverse. «Abbiamo notato come alcune di esse si siano integrate mentre per altre ciò non è la priorità: per questo motivo la possibilità che offriamo deve essere una libera scelta che può risolvere una situazione di difficoltà e di lavoro nero, purtroppo, molto diffuso. Per molti di essi c’è la volontà di inserirsi in un contesto lavorativo e diventare parte del nostro piccolo comune che ogni giorno deve affrontare altre situazioni davvero critiche che non hanno a che vedere con questa strumentalizzazione della situazione e sono tutte italiane (violenza domestica in primis)». 

Nella foto di Pietro Romeo i lavori del Sinodo

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