Una fatica che colma di beni e di gioia

Seconda presentazione dei tre candidati pastori che verranno consacrati durante il sinodo valdese e metodista che apre domenica 25 agosto. Oggi è il turno di Nicola Tedoldi

Domenica 25 agosto, al tempio di Torre Pellice, si terrà il culto di apertura del Sinodo, tenuto da Erica Sfredda, predicatrice locale. 

Nel corso del culto verranno consacrati due pastori e una pastora, in ordine alfabetico Marco Casci, Sophie Langeneck e Nicola Tedoldi. Il sabato mattina si svolgerà l’«esame di fede», sulla base delle domande che saranno rivolte ai candidati e alla candidata dai colleghi e colleghe del Corpo pastorale, nell’Aula sinodale che sarà aperta ai membri di chiesa. 

Ma un importante passo verso la giornata della consacrazione è già stato compiuto da loro il 14 giugno quando, nel corso della Conferenza del II Distretto (all’interno del quale stavano prestando servizio) hanno tenuto il loro “sermone di prova” di fronte a un uditorio partecipe. Al momento della consacrazione l’assemblea tutta è invitata a «imporre le mani» ai nuovi ministri, come riconoscimento del fatto che il percorso da loro svolto risponde alla vocazione che hanno ricevuto da Dio. 

Da oggi a venerdì pubblicheremo, una al giorno, le presentazioni che i tre candidati hanno scritto per presentarsi alla comunità che si appresta a conoscerli e accoglierli.

Ieri abbiamo ospitato la presentazione di Sophie Langeneck; oggi è il turno di Nicola Tedoldi:

 

Sono nato a Parma 51 anni fa. Da sempre, e soprattutto da quando a 10 anni ho ricevuto in dono una Bibbia, la Parola di Dio ha accompagnato e guidato la mia vita. Fu la Parola che mi mise al servizio come organista e catechista nella chiesa parrocchiale del mio quartiere. E per amore della stessa Parola decisi di approfondire il suo studio iscrivendomi a una Scuola triennale di Teologia presso la Diocesi di Parma. In questa scuola sentii parlare delle chiese protestanti e questo mi spinse ad approfondire un argomento che fino a quel momento era stato ai margini della mia conoscenza. Mi iscrissi alla Facoltà valdese per seguire i corsi della Laurea triennale in Scienze bibliche e teologiche e in questo periodo iniziai a capire che quella Bibbia che avevo avuto per tanti anni tra le mani desiderava occupare tutta la mia vita: sola Scriptura, libera da ogni autorità ecclesiale.

Dopo una lunga e meditata maturazione, quella che io chiamo “la mia conversione teologica”, ho iniziato a frequentare la chiesa metodista di Parma e in questo periodo la pastora e la comunità hanno riconosciuto i doni che avevo ricevuto dal Signore e mi hanno accompagnato verso un cammino che mi ha visto prima diventare predicatore locale, poi membro del Consiglio di chiesa, del Consiglio dell’Unione predicatori locali e del consiglio di Circuito: un cammino che è culminato nella vocazione al ministero pastorale.

Lavorando come direttore della Qualità in un’azienda specializzata nel settore alimentare (grazie alla mia precedente laurea in Chimica), ho scelto la strada del pastorato locale,continuando quindi gli studi di Teologia: un tempo bello e intenso, durante il quale ho approfondito le mie conoscenze teologiche e confermato a me stesso e al Signore il sìalla vocazione ricevuta. Dopo gli studi, ho iniziato il periodo di prova nella chiesa valdese di Felonica Po: un’esperienza di grande valore umano di cui ringrazio il Signore. Poi il trasferimento nella chiesa metodista di Piacenza-Cremona nella quale ho potuto mettere a frutto l’esperienza maturata: porre al centro del ministero il servizio alla Chiesa del Signore attraverso la predicazione declinata nelle sue diverse forme. Tutto questo percorso è stato sostenuto dall’amore della mia famiglia che, senza recriminazioni, ha vissuto generosamente assieme a me il tempo dedicato alla Chiesa, tanto che il ministero è diventato familiare.

Ora, alla vigilia della mia consacrazione, guardo al domani e mi chiedo: «che potrò ricambiare al Signore per tutti i benefici che mi ha fatto?»(Salmo 116, 12)Più il mio impegno nel ministero aumenta e più mi sento debitore nei Suoi confronti; più fatico e più mi sento ricolmato di beni e di gioia. Davvero Dio è buono! Con questo animo rivolgo il mio cuore a Lui per dirgli: «Siano gradite le parole della mia bocca e la meditazione del mio cuore in tua presenza, o Signore, mia Rocca e mio redentore» (Salmo 19, 14).

 

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