Il pastore Macquiban lascia l'Ufficio ecumenico metodista di Roma

La cerimonia sui 20 anni della Dichiarazione congiunta sulla dottrina della giustificazione ultimo atto del pastore metodista, da 5 anni in Italia

Fine del mandato quinquennale del pastore Tim Macquiban come Direttore dell'Ufficio ecumenico metodista di Roma (Meor).

L’ultimo atto pubblico del ruolo  di direttore del Meor è stato la recente preghiera ecumenica per celebrare il ventesimo anniversario della Dichiarazione congiunta sulla dottrina della Giustificazione. Al Caravita, l'Oratorio della Chiesa di San Francesco Saverio, durante una cerimonia presieduta dal cardinale Kurt Koch (Consiglio pontificio per l’Unità dei cristiani), ha predicato la vescova Rosemarie Wenner (segretaria della sede ginevrina del Consiglio metodista mondiale) e il pastore Martin Junge, segretario generale della Federazione luterana mondiale, alla presenza anche del pastore John Shepherd, direttore ad interim del Centro anglicano di Roma e della diacona Alessandra Trotta, in rappresentanza della Tavola valdese.

Erano presenti rappresentanti di sei ambasciate, oltre a delegati delle Chiese a Roma, la Federazione delle Chiese evangeliche in Italia, il Pontificio Collegio Beda e organizzazioni quali il Centro Pro Unione e il Movimento dei Focolari. La cerimonia ha visto un momento di preghiera ecumenico condiviso, e fra gli inni quello di Charles Wesley “Tu che vieni dal cielo”, e due inni cantati dai membri della New Chamber Singers di cui lo stesso Tim Macquiban e la moglie Angela fanno parte. Nell'introdurre la cerimonia, il pastore Macquiban ha sottolineato il significato della Dichiarazione e dell’appuntamento congiunto per celebrare lo stare insieme fra coloro che ascoltano una Parola comune, condividendo un battesimo comune e impegnandosi in una testimonianza comune.

Il servizio si è concluso con una parola di ringraziamento da parte di padre Anthony Currer, del Pontificio Consiglio per la promozione dell'unità dei cristiani, per tutti coloro che hanno partecipato e di auguri al pastore Macquiban e agli altri che lasciano Roma quest'estate.

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