Nel 2050 in mare più plastica che pesci

Si è chiuso il 56° incontro della Commissione delle Chiese per gli affari internazionali del Consiglio ecumenico delle chiese a Bali (Indonesia)

«Proseguendo il suo pellegrinaggio per la giustizia e la Pace, il Consiglio ecumenico delle chiese (Cec) quest’anno ha deciso di raggiungere la regione asiatica indonesiana per aprirsi a nuove prospettive di lavoro e per focalizzare l’attenzione sui fenomeni imperanti di razzismo», ha dichiarato stamane Peter Prove, il direttore della Commissione delle Chiese per gli affari internazionali del Cec, in chiusura del 56° incontro della Commissione delle Chiese per gli affari internazionalia Bali, in Indonesia (24/28 febbraio promosso dal Consiglio ecumenico delle Chiese Cec), e ha proseguito, «abbiamo condiviso insieme alle chiese indonesiane membro del Cec, il lavoro che la nostra Commissione promuove nel mondo».In occasione meetingla delegazione ecumenica ha anche visitato le regioni di Giava e Papua, incontrato le comunità locali e i leader delle chiese che sono spesso vittime di violazioni dei diritti umani. E rappresentanti del governo locale.

«Se siamo riusciti ad andare avanti nella vita è stato grazie alla fede e alla vita comunitaria nelle nostre chiese», hanno affermato alcuni membri di chiesa della comunità locale di Papua alla delegazione. Una regione nella quale l’accesso alle organizzazioni internazionali, quelle umanitarie e ai media è severamente limitato. 

«La situazione delle comunità residenti in Papua è stata per lungo tempo una preoccupazione anche per la Comunione delle Chiese in Indonesia (Igp). Molte delle violazioni dei diritti umani sono riconducibili al profondo, radicato e atavico sentimento razzista presente nella regione asiatica»,ha affermato la vice-moderatora della Commissione Emily Welty in una sessione di lavori, riportando le esperienze raccolte in occasione della visita fatta dal pilgrim teamaggiungendo che, «i papuasi indigeni sono considerati meno che esseri umani anche dalle autorità indonesiane».

In una sessione di lavori per«illuminare la giustizia e combattere la deriva razzista»,i membri della commissione hanno poi ribadito quanto «il razzismo sia una costruzione sociale e una negazione del disegno divino, secondo il quale tutte le persone sono state create a immagine di Dio». 

Il cambiamento climatico è stato riconosciuto uno dei principali rischi per il futuro: le statistiche sull’aumento dell’inquinamento e la progressiva deforestazione, che limita la capacità della natura di assorbire le emissioni di carbonio, sono state esaminate in una sessione sulla giustizia ambientale ed economica. 

«Entro il 2050 negli oceani ci saranno più rifiuti di plastica che pesci. Gli oceani si stanno riscaldando più velocemente del previsto», ha osservato il delegato Melisande Schifter, chiedendo alle chiese «di sostenere l’attività di contrasto ai cambiamenti climatici con maggior determinazione». Anche Lukasz Nazarko, ha evidenziato quanto «le chiese, più che gli scienziati e gli economisti, debbano permettersi di condannare e senza fare sconti l’avidità e l’egoismo: le principali cause dell’ingiustizia economica mondiale».

Al termine dell’incontro sono state pianificate le iniziative e le future attività della Commissione (2019-2021) e discusse proposte per proseguire con maggior vigore il pellegrinaggio per la giustizia e la Pace.

Approfondimenti:

Commission of the Churches on International Affairs explores injustices in Asia region(WCC press release 26 February 2019)

Papua human rights situation, religious freedom, focuses of WCC delegation visit to Indonesia (WCC press release 25 February 2019)

Commission of the Churches on International Affairs

Photo gallery from CCIA meeting in Indonesia

 

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