Accadde oggi, 19 gennaio

Il 19 gennaio 2014 moriva Giorgio Gardiol, politico, militante evangelico, primo direttore di «Riforma». Riproponiamo l'articolo scritto da Alberto Corsani un anno fa per le colonne del nostro settimanale

Il nostro settimanale ha perso il suo primo direttore. Giorgio Gardiol ci ha lasciati il 19 gennaio all’età di 71 anni dopo una malattia di due anni. Fino a poche settimane fa non aveva mancato di inviarci i testi per la rubrica «Fatti nostri», che aveva inventato per le pagine de L’Eco delle valli valdesi: a lui abbiamo dedicato la puntata di oggi. Senza il suo lavoro non sarebbe nato Riforma – e molti di noi, a cominciare da chi scrive, gli devono proprio l’insegnamento maturato nel vivo di una pratica fatta soprattutto di due elementi: da una parte la curiosità incessante, quasi «felina», per tutti quei fenomeni che si presentassero come anomali, e per le persone all’apparenza marginali, ma in realtà decisive nell’imprimere delle svolte, che si trattasse di lavoro piuttosto che di inquinamento, di accoglienza ai profughi piuttosto che di strategie per la testimonianza evangelica. E d’altra parte la passione per la materialità del lavoro giornalistico, fatto anche di odore di piombo e inchiostro.

Una pratica in cui sapeva coinvolgere i collaboratori, ma che non avrebbe mai rinunciato a esercitare in prima persona.

La militanza di Giorgio Gardiol si è espressa in tre direzioni. Il lavoro giornalistico: come responsabile per legge del Servizio informazioni di Agape permise di pubblicare testi di avanguardia e di ricerca, in campo politico, ecclesiastico e perfino teatrale; come direttore dell’Eco-Luce, seguì l’esperienza dell’allora progetto «EcoLuce-Testimonio», per il quale più volte si tennero riunioni presso la chiesa battista di Firenze. Poi, il salto di qualità nella collaborazione delle chiese battiste-metodiste-valdesi. Riforma nascerà nel 1992. Giorgio ribadì più volte il primo obiettivo del giornale, «strumento di raccordo e di informazione sulla vita delle comunità».

Dopo la fine del mandato parlamentare la sua attività nel campo dell’informazione non si fermò e Giorgio fu segretario del Servizio Stampa, radio-tv della Federazione delle chiese evangeliche in Italia.

L’attività politica, partita dal Consiglio comunale dell’amata Pinerolo (molti, superficialmente, stentano a crederlo, ma Pinerolo si può amare!), si estese poi al ruolo di consigliere provinciale negli anni 80 e, dopo la fine dell’esperienza di Democrazia proletaria, si collocò nell’area verde/ambientalista.

Qui Giorgio ricoprì incarichi di coordinamento regionale, e da qui partì la sua candidatura per la Camera: sarà eletto per l’Ulivo nel collegio di Settimo Torinese. In ultimo, il lavoro culturale e la creazione di un altro periodico ambientalista.

Nel lavoro interno alle chiese Gardiol si è sempre situato sulla frontiera con la società: la presenza a fianco degli emigrati italiani a Ginevra; la partecipazione alla Comunità di Agape e alla sua direzione (negli anni 70). E ancora, la serie di incontri organizzati come madri e nonne di Plaza de Mayo in merito alla sorte di tanti desaparecidos: incontri organizzati anche nelle nostre chiese, sempre per cercare la verità dietro le apparenze, sempre per non far sentire sole le persone che si trovassero nella sofferenza».