Il silenzio di Natale

Da una notte silenziosa, una "Stille Nacht", può nascere la speranza del domani

Lo ricorderemo a lungo questo tempo ormai imminente di Natale del 2020. Lo ricorderemo come un Natale necessariamente ridimensionato a causa della pandemia in questa sua seconda, terribile, ondata che sta lasciando uno strascico impressionante di contagiati e di decessi. Per via delle conseguenti restrizioni cui siamo tutti sottoposti, sarà un Natale più silenzioso e segnato – credo – da riflessione e preghiera. Insomma, sorella e fratello, vivremo questo tempo natalizio e di fine anno con uno spirito assai diverso ma, paradossalmente, più vicino al messaggio originale del Natale.

Sarà per me e per te un tempo di maggiore silenzio, non per voltare le spalle al mondo, ripiegandoci su noi stessi, ma per osservare ciò che succede attorno e dentro di noi. Forse riuscirò e riuscirai a riascoltare i suoni interiori che la bagarre tradizionale del tempo natalizio aveva seppellito sotto il selciato della mia e della tua anima. Forse accadrà ciò che dice molto bene, in una poesia-preghiera per il tempo dell’Avvento, Francine Carrillo: Una parola sta per accadere / che cerca la sua strada, scava in noi la fame./ Essa si adopera ad aprire / ciò che il dolore ha sequestrato/ nell’intimo recesso dei cuori.

Un Natale silenzioso. Non so se conosci la storia del canto natalizio più conosciuto e diffuso al mondo. “Stille nacht”, “Notte silenziosa”, da noi conosciuto come “Notte benigna” è oggi tradotto in più di trecento lingue e dialetti nel mondo. Parole e melodia che ci accompagnano fin dalla nostra infanzia, che portano con sé consolazione, dolcezza, speranza.

La melodia fu scritta da Franz Gruber, figlio di un tessitore di lino austriaco. Gruber non ebbe una vita facile. Era un maestro elementare, ma per arrotondare uno stipendio assai magro, chiese di diventare sacrestano e organista di una piccola chiesa ad Oberndorf, in Austria. Le norme per abitare l’appartamento che il Comune metteva a disposizione del sacrestano, gli imposero di sposare la vedova del suo predecessore, di 13 anni più anziana, da cui ebbe due figli entrambi morti prematuramente. Poi, dopo la morte della prima moglie, si risposò con una delle sue ex-scolare, da cui ebbe ben dieci figli, di cui solo quattro raggiunsero l’età adulta.

Il testo del canto ha la particolarità di essere stato scritto nella sua interezza nei giorni immediatamente precedenti il Natale del 1818, dal vice-parroco di quella chiesa, Joseph Mohr. Anche Mohr ebbe un’infanzia difficile poiché era figlio illegittimo di una magliaia, quindi discriminato da bambino come “figlio della colpa”.

Scrisse quel testo in fretta e in furia, perché il 22 dicembre si rese conto che l’organo della chiesa non restituiva alcun suono. Con un organo del tutto muto, la notte di Natale sarebbe stata scandalosamente silenziosa. Cosa era successo? Sembra che i colpevoli fossero stati alcuni topi affamati che rosicchiarono i cavi dell’organo di quella piccola chiesa.

Insomma, il giovane parroco aveva circa quarantott’ore per improvvisare qualcosa per la vigilia di Natale. Buttò giù tre strofe di poesia, partendo proprio dal silenzio di quella notte natalizia in cui non ci sarebbe stata la musica. Chiese all’amico organista, Franz Gruber, se potesse scrivere una semplice melodia. Nacque così il canto natalizio più amato, per chitarra e due voci soliste. Mohr suonò la chitarra e cantò da tenore, Gruber da basso. Un Natale in sottotono, quasi silenzioso…

Gruber, poi, scomparve nel totale anonimato per molti anni. Solo verso la fine della sua vita, un giorno si rese conto che quella che i cori chiamavano "La canzone dal cielo" era la sua melodia ed ebbe infine un poco di popolarità. I critici musicali avevano attribuito la melodia di “Stille nacht” a Michael Haydn…  

E il parroco Joseph Mohr? Pare che ebbe a vivere uno scontro con le autorità ecclesiastiche e fu trasferito in parrocchie diverse: anche per lui nessuna popolarità particolare durante la sua vita. Tra le altre cose, alcuni sostengono che sia stato richiamato dai suoi superiori, irritati dal fatto che avesse introdotto il suono della chitarra in chiesa, a causa di quei topi natalizi troppo voraci…

Non sapevano, Mohr e Gruber (che rimasero sempre amici), che “Stille nacht” sarebbe stata cantata ovunque nel mondo.

Nel 1839 fu eseguita per la prima volta a New York.

Nel 1914, all’inizio della Prima guerra mondiale, soldati nemici che si combattevano senza esclusione di colpi - scozzesi, francesi e tedeschi - diedero vita ad una tregua non ufficiale, cantando “Stille nacht”, ognuno nella propria lingua. Sulla terra di nessuno, fra le due trincee, sul lungo fronte insanguinato delle Fiandre, si abbracciarono e iniziarono a piangere quando le cornamuse scozzesi iniziano a suonare quella melodia dolcissima, si scambiarono sigarette e cioccolata, mostrandosi a vicenda le foto delle mogli, dei loro bambini, dei genitori lontani. Poi furono puniti dai loro superiori per avere smesso per un giorno di uccidersi a vicenda.

Nel 1941, all’indomani dell’attacco a Pearl Harbor, nel momento in cui il mondo sembrava dovesse arrendersi davanti al nazismo trionfante, Roosevelt e Churchill si tennero per mano, nel giardino della Casa Bianca, cantando quel canto di Natale, come promessa di libertà e di pace, accompagnati da migliaia di persone che piangevano.

Nel 2011, il canto e la melodia sono stati dichiarati dall’Unesco parte dell’intangibile patrimonio culturale dell’umanità come canto di pace per il mondo intero.

Quella notte silenziosa della vigilia di Natale del 1818, in un contesto di sobrietà assoluta, un poco come in quella di Betlemme, si produsse un canto che unisce ogni anno centinaia di milioni di voci. Voci che dicono a Dio la riconoscenza per essere stati visitati dal Suo amore in Gesù Cristo.

Da quella notte silenziosa, sorella e fratello, non sei più solo, non sei più sola e la tua vita ha una speranza che è più grande del tuo e del mio cuore.

Se anche, tra pochi giorni, tutto sarà diverso rispetto agli scorsi anni, sappi che sarà comunque Natale, sarà Natale a maggior ragione.

Buon Natale, anche nella notte silenziosa!

Notte silenziosa! Notte santa!
Tutto dorme; solitaria veglia
solo l’intima, santissima coppia.
Grazioso bimbo dai capelli ricci,
dormi in pace celeste! dormi in pace celeste!

Notte silenziosa! Notte santa!
Figlio di Dio! Oh come ride
l’amore dalla tua bocca divina,
Ora scocca per noi l’ora della salvezza.
Gesù nella tua nascita! Gesù nella tua nascita!

Notte silenziosa! Notte santa!
In cui oggi tutta la potenza
dell’amore del Padre si è riversata,
e come un fratello benevolo,
Gesù ha abbracciato i popoli del mondo,
Gesù ha abbracciato i popoli del mondo.

Notte silenziosa! Notte santa!
Da tempo pensava a noi
il Signore quando, libero dall’ira,
nell’antichissimo tempo dei padri
prometteva perdono a tutto il mondo,
prometteva perdono a tutto il mondo.

 

Interesse geografico: