Condividere il pane

Un giorno una parola – commento a Isaia 58, 7

 

 

Non è forse questo: che tu divida il tuo pane con chi ha fame

Isaia 58, 7

 

Ebbi fame e mi deste da mangiare

Matteo 25, 35

 

C’è un pane che sazia il corpo e un pane che nutre l’anima. Entrambi diventano segno dell’amore di Dio quando impariamo a condividerli. Il profeta Isaia ci conduce al cuore di una fede che non si accontenta delle parole, ma desidera farsi incontro, vicinanza, dono. Perché il Signore non guarda soltanto ciò che facciamo per Lui, ma soprattutto quanto amore sappiamo donare al prossimo.

 

Il digiuno gradito a Dio non consiste soltanto nella rinuncia, ma nella capacità di spezzare il pane con chi ha fame, di accogliere chi è solo, di riconoscere la dignità di chi soffre. È questa la bellezza di una fede che si fa vita, non limitarsi a credere nell’amore, ma renderlo concreto, seguendo le orme di Gesù.

 

Eppure, quante volte rischiamo di camminare accanto al dolore senza lasciarcene toccare! Ci preoccupiamo di essere fedeli alle nostre abitudini religiose, dimenticando che il volto di Cristo ci attende proprio nel fratello o nella sorella che vive nel bisogno.

 

Condividere il pane significa allora offrire qualcosa di noi, tempo, ascolto, vicinanza, solidarietà. Significa comprendere che ciò che possediamo non è soltanto per noi, ma può diventare dono e speranza per altri.

 

Quando l’amore si fa concreto, la luce di Dio rompe le nostre oscurità e illumina il cammino. La vera conversione comincia qui, nel riconoscere che non possiamo dirci discepoli di Cristo senza imparare a vivere come Lui.

 

Signore Gesù, donaci occhi capaci di riconoscerti in chi soffre, mani pronte a condividere e un cuore libero dall’indifferenza. Insegnaci a spezzare il pane della nostra vita, perché nessuno si senta dimenticato e ogni nostro gesto diventi un riflesso del tuo amore. Amen.