Un grande patrimonio culturale salvato dall’oblio

La più grande biblioteca teologica dell’America Latina torna finalmente a disposizione di tutti grazie all’accordo fra quattro chiese protestanti

 

 

Nell’ambito dell’accordo firmato nell’ottobre 2025 tra le quattro chiese proprietarie della biblioteca dell’ex Isedet (Istituto Superiore Evangelico di Studi Teologici dell’America latina )e l’Università Pedagogica Nazionale argentina(Unipe), martedì 13 ottobre si è tenuta a Buenos Aires una cerimonia di inaugurazione che segna una nuova pietra miliare nella formazione teologica ecumenica nella regione del Río de la Plata. Le chiese firmatarie, che sono anche custodi della biblioteca, hanno rilasciato una dichiarazione in merito e la Segreteria Comunicazione ha discusso con il moderatore del significato di questo traguardo.

 

La dichiarazione delle Chiese evangeliche del Río de la Plata, della Chiesa luterana unita, della Chiesa metodista argentina e della Chiesa valdese del Río de la Plata afferma:

 

«Ieri, 13 ottobre 2026, le autorità delle quattro chiese che custodiscono la collezione bibliografica dell’ex biblioteca Isedet, insieme alle autorità dell’Unipe, l’Università Pedagogica Nazionale, hanno inaugurato con una semplice cerimonia la prima fase del processo di recupero e valorizzazione del patrimonio bibliografico rappresentato da questa biblioteca, storicamente riconosciuta come la più grande dell’America Latina in materia teologica.

 

Il processo proseguirà fino al completamento dell’organizzazione, il che richiederà ancora diversi mesi, ma questo passo è fondamentale perché segna l’inizio della riapertura della biblioteca dopo un decennio di chiusura.

Rappresenta inoltre una pietra miliare storica perché è il frutto di un accordo istituzionale senza precedenti tra un’università pubblica argentina e quattro storiche chiese protestanti della regione del Río de la Plata. Dimostra come la cooperazione interistituzionale, ecumenica nel suo senso più ampio, possa offrire risultati significativi per il beneficio e la crescita educativa e culturale della società nel suo complesso».

 

Da parte sua, interrogato sul significato dell’evento per le chiese che possiedono la collezione dell’ex Isedet, il mdoeratore della Mesa valdense, organo di governo del ramo sudamericano della Chiesa valdese, il pastore Marcelo Nicolau, ha dichiarato: «Innanzitutto, bisogna dire che per molti di noi presenti all’inaugurazione della biblioteca, è stato un evento di profondo significato e impatto emotivo. Riconnettersi con gli arredi e i libri, in un contesto diverso, ovviamente, in un ambiente diverso ma funzionale, significa vedere qualcosa che era morto tornare in vita, vedere qualcosa che era solo fonte di problemi che mettevano alla prova la nostra pazienza riacquistare il suo significato».

Ha aggiunto: «È di grande importanza per le chiese. Questo traguardo rappresenta un passo fondamentale affinché la biblioteca possa offrire il servizio per cui è stata concepita e curata. È stato un processo difficile, durato più di sette anni, a causa delle intrinseche complessità delle relazioni ecumeniche e anche a causa del contesto particolarmente critico che le università pubbliche argentine stanno vivendo per la mancanza di finanziamenti statali. In questo senso, è stato uno sforzo gigantesco, un’impresa donchisciottesca, un atto di fede che ora sta dando i suoi primi frutti».

 

L’accordo tra le quattro chiese e l’Unipe garantisce la conservazione e l’accessibilità di un patrimonio evangelico inestimabile, in quanto comprende la più grande collezione di libri teologici dell’America Latina. «Questo è molto importante, non solo perché si tratta di un patrimonio salvato dall’oblio, ma anche perché viene messo al servizio della società», ha affermato il moderatore.

 

Inoltre, la Fondazione Reet (Fondazione Rete ecumenica di educazione teologica, sorta all’indomani della chiusura dell’Isedet) e l’Università Pedagogica Nazionale hanno siglato accordi per la gestione congiunta della biblioteca e la creazione di un Centro di Documentazione per la catalogazione e l’archiviazione dei materiali esistenti. A tal proposito, Marcelo ha sottolineato: «Questo rappresenta una piattaforma per rafforzare gli accordi accademici tra Reet e Unipe, con una collaborazione sinergica che consolida gli sforzi compiuti da Reet per connettere il nostro istituto teologico con altre università e facoltà di tutto il mondo»

 

Nicolau conclude sottolineando la rilevanza di questo fatto per il progetto accademico ecumenico della regione: «Per qualsiasi istituzione educativa in cui la ricerca e la produzione di conoscenza di qualità siano un obiettivo importante, l’esistenza di una biblioteca con queste caratteristiche è un elemento chiave per rendere il lavoro realizzabile».