La Buona novella. Una jolette sul monte
La rubrica della redazione dedicata alle buone notizie
Partenza e arrivo da Chamonix, Francia, ai piedi del Monte Bianco. In mezzo ci sono 170 km con circa 10.000 metri di dislivello in salita (e altrettanti in discesa). Si tratta dell’Utmb (Ultra Trail du Mont Blanc), la regina delle corse in montagna. Tetto massimo di 2300 iscritti e una rete di molte gare che gravitano attorno a questo evento. Si corre alla fine di agosto. Si parte tutti assieme, il primo che arriva vince. Tempo massimo 46 ore. I primi ci impiegano meno di 20 ore. Si corre sempre, anche di notte, senza mai fermarsi, neppure per dormire.
Già così la gara ha un qualcosa di epico: ma l’attenzione degli organizzatori verso le persone, gli atleti, con disabilità ha portato nell’ultima edizione, terminata pochi giorni fa, ad avere un vero e proprio exploit. Un atleta francese, Jonathan Naboulet, infortunatosi giocando a rugby, è infatti la prima persona tetraplegica a completare la gara. Grazie a una jolette, uno speciale mezzo per permettere di fruire della montagna anche a chi non può muoversi, e soprattutto a una squadra attorno a lui di circa 40 corridori che si sono alternati nel tirare e spingere la jolette per gli impervi sentieri del Monte Bianco, dopo 42 tutti quanti sono arrivati al traguardo fra il tripudio della folla presente.
Non solo Naboulet ma anche altri atleti con disabilità hanno preso parte a una delle gare legate all’Utmb per dimostrare che l’inclusione passa anche attraverso a iniziative che sembrano essere riservate ai super atleti. E la montagna si dimostra sempre di più un ambiente che sa essere a volte duro e spietato verso chi non è attrezzato e preparato, ma al contempo sa essere accogliente verso chi si pone con giusto spirito. E sa regalare emozioni che difficilmente si dimenticano.