Ricordando Giorgio Peyrot

Il racconto del Convegno promosso dalla Società di Studi Valdesi

 

Si è concluso sabato scorso il LXV Convegno storico promosso dalla Società di Studi Valdesi dal titolo: “Libertà religiosa e libertà di coscienza dal medioevo all’età contemporanea. Ricordando Giorgio Peyrot”, un momento di confronto importante e con ospiti autorevoli e che ha offerto un’ampia riflessione storica, giuridica e culturale al tema della libertà religiosa e della libertà di coscienza.

In occasione della tre giorni sì è partiti dal medioevo per arrivare sino all’età contemporanea, grazie al contributo di storici, giuristi e studiosi provenienti da diverse università italiane. 

 

Tra gli ospiti anche il professor Valdo Spini, già parlamentare e ministro e oggi presidente della Fondazione Circolo Rosselli e del Coordinamento delle riviste italiane di cultura e presidente onorario dell’Aici. 

Valdo Spini in tale occasione ha ricordato nella sua relazione oltre alla figura di Peyrot, anche quella del padre, storico. L’ha fatto a vent’anni dalla scomparsa con una relazione dal titolo: “Giorgio Spini e le Intese”, parlando di tolleranza, di diritti individuali, di pluralismo confessionale e della costruzione dello Stato moderno. Senza dimenticare le relazioni tra la chiesa valdese e quella metodista.

 

“Giorgio Spini e Giorgio Peyrot – ha ricordato Valdo Spini – appartengono a quella generazione che dopo aver vissuto l’entusiasmante stagione della Resistenza e della guerra di Liberazione si trovò in Costituzione il concordato con l’approvazione dell’art. 7. […] Grande merito di questa generazione è stato quello di credere nella Costituzione e, in particolare, di battersi per l’attuazione dell’Art.8, quello che poi condusse all’Intesa del 1984”. 

Giorgio Spini, infatti, si batté per la libertà religiosa in anni difficili “ […] avvalendosi in particolare dei contatti che gli derivavano dalla militanza nel Partito d’Azione con Piero Calamandrei e la sua rivista ‘Il Ponte’. […] Giorgio Spini apparteneva alla Chiesa Metodista e si adoperò moltissimo per il Patto d’Integrazione con la Chiesa valdese. Posso testimoniare personalmente – ha ricordato Valdo Spini – di una lunga serie di incontri che fece per preparare il terreno negli ambienti metodisti”. 

 

Con gli anni ’60 mutò il clima politico italiano, anche grazie anche al Concilio Vaticano II: “Si aprirono stagioni nuove in cui il merito dell’ufficio legale della Chiesa Valdese fu quello di preparare il terreno e la documentazione per proporre alle istituzioni l’Intesa. Quando Giorgio Bouchard divenne moderatore chiese a Giorgio Spini di portare la sua competenza e la sua notorietà di studioso all’interno della Tavola valdese” […].

 

Il Convegno.

 

La prima giornata di lavori è stata interamente dedicata al tema della tolleranza e della libertà religiosa nell’età medievale e moderna, con interventi che hanno ricostruito il lungo percorso storico che conduce dalle società confessionali dell’Europa medievale alle trasformazioni introdotte dalla Riforma protestante, dai conflitti religiosi e dall’età di Cavour.

La seconda giornata ha apporondito la nascita del moderno concetto di libertà religiosa nell’Europa contemporanea, mettendo in luce il ruolo dell’Illuminismo, dei diritti dell’uomo e delle elaborazioni giuridiche moderne. Particolare attenzione è stata dedicata ad alcune figure centrali della cultura giuridica italiana del Novecento, come Francesco RuffiniArturo Carlo Jemolo Alessandro Galante Garrone.

 

Nella stessa giornata si è tenuta – in un Tempio valdese gremito – la presentazione del volume di Paolo Naso: “Dio benedica l’America. Il fondamentalismo cristiano dai creazionisti a Donald Trump”, con la partecipazione del giornalista Gad Lerner.

La terza giornata è stata dedicata interamente alla figura di Giorgio Peyrot  e al suo impegno per il riconoscimento delle libertà religiose e delle intese tra lo Stato italiano e le confessioni religiose (a breve pubblicheremo l’intervista fatta a Ilaria Valenzi, che ha recentemente dato alle stampe il volume “La prima attuazione dell’art. 8 della Costituzione. L’intesa valdese e il contributo di Giorgio Peyrot”).

 

Gli interventi hanno ricostruito il contributo di Peyrot nel contesto delle trasformazioni legislative e culturali del secondo Novecento, soffermandosi anche sul ruolo della Chiesa valdese nella firma della prima intesa del 1984 e sulle prospettive contemporanee della libertà di coscienza e di religione.

 

Cliccando su questi link è possibile rivedere le sessioni del Convegno:

 

giovedì pomeriggio

venerdì mattina

venerdì pomeriggio

sabato mattina