Dio sazia la nostra fame e sete
Un giorno una Parola – commento a Geremia 31, 14
«Il mio popolo sarà saziato dei miei beni», dice il Signore
Geremia 31, 14
Il mio Dio provvederà a ogni vostro bisogno, secondo la sua gloriosa ricchezza, in Cristo Gesù
Filippesi 4, 19
Tra un lamento e l’altro, tra tante incertezze e altrettanti ripensamenti, Geremia periodicamente si riprende e ritrova la capacità di essere quel muro di bronzo (1, 18 e 15, 20) che Dio gli aveva chiesto di essere. La fermezza e la decisione non sono sempre foriere di contrasti: a volte sono invece ciò che ci permette di non franare e di continuare, anche nelle avversità, ad essere propositivi.
Quante volte, nel Nuovo Testamento, leggiamo il monito ad essere fermi, o saldi, nella fede? Credo sia anche per questo che Geremia, nonostante le sue insicurezze e nonostante la disarmante, deludente realtà, abbia potuto dire, e apertamente, che il Signore avrebbe saziato il Suo popolo con i Suoi beni.
Più volte, poi, seguendo il filo della storia della salvezza che si sgomitola nella Bibbia, ci imbattiamo in un Dio che, soprattutto per mezzo di Gesù, è in grado di saziare: in ognuno dei quattro evangeli, cosa non scontata, ed in modo anche più o meno simile, si legge di Gesù che sazia un gran numero di persone che lo avevano seguito.
Isaia, nel suo capitolo 55, esorta a non rivolgersi a chi non è in grado di placare la nostra fame e la nostra sete: fame e sete di una vita che non sia semplicemente un far passare il tempo. A questa fame ed a questa sete, in Giovanni, Dio risponde donandoci il bene Suo più prezioso: Cristo Gesù, la parola fatta carne in modo compiuto e perfetto. Gesù, con ciò che ci dice e con ciò che fa, è per noi il pane della vita e per la vita (Giovanni 6, 48). E sempre Gesù è colui che placa la nostra sete: “Chi beve dell’acqua che io gli darò, non avrà mai più sete” (Giovanni 4, 14). Amen.