Bambini e bambine: la vostra voce è importante
Nuovo successo per il Sinodo dei più piccoli
I bambini e le bambine al centro del Sinodo valdese, nella sua giornata conclusiva. Accolto nel “piccolo parlamento” protestante, questa mattina, il Sinodo dei bambini e delle bambine ha portato un messaggio importante e sorrisi a deputati e deputate riunite. Lo spazio e il tempo dedicato alle giovani generazioni è fondamentale per costruire un protagonismo fatto di idee, di progetti, di immediatezza. Il messaggio del “piccolo Sinodo” è chiaro: si parte con quello che ciascuno nel suo piccolo può fare per la Chiesa e per gli altri, per le altre. E, dopo aver donato, dopo aver offerto, c’è il tempo di chiedere le piccole grandi cose: attenzione all’ambiente, alla comodità, all’accoglienza.
Ogni bambino e ogni bambina del mondo ha diritto all’attenzione, alla cura, alla sicurezza garantita da una collettività e da un mondo adulto capace di rispetto, di ascolto, di contenimento e di creatività. Su questa linea anche lo specifico atto approvato dal Sinodo che si è espresso a tutela di bambini e bambine prime vittime nelle guerre, nei contesti di violenza e distruzione, manipolazione, fanatismo.
Il Sinodo valdese ha parlato dell’esigenza urgente di un’educazione al rispetto reciproco, riferendosi in modo specifico a bambine e bambini israeliani e palestinesi. Non c’è più tempo, il rischio di essere vittime e carnefici gli uni degli altri e di ulteriori sofferenze è all’ordine del giorno.
Abbiamo chiesto al coordinatore del Sinodo dei bambini e delle bambine, Daniele Parizzi, di commentare queste giornate: “Anche quest’anno si è svolto questo progetto delle chiese valdesi e metodiste di valorizzazione della voce e del pensiero di bambini e bambine e di costruzione di un dialogo interculturale con le generazioni più piccole che fanno parte delle nostre comunità. Iniziato due giorni prima del Sinodo valdese ufficiale, si è concluso mercoledì 26 agosto, data nella quale i bambini e bambine sono entrati in aula sinodale per presentare al Sinodo le loro riflessioni.
Durante l’edizione di quest’anno, i e le partecipanti hanno esplorato il tema delle differenze attraverso la comunicazione e l’incontro con ospiti e luoghi diversi. Riflettendo sul valore della diversità, i bambini hanno condiviso idee sull’unicità di ognuno come ricchezza positiva e costruttiva. Attraverso attività pratiche, ognuno ha espresso la propria identità, scoprendo come poter contribuire in modo unico alla vita della comunità/chiesa”.
Il Sinodo dei bambini e delle bambine ha presentato in assemblea un video realizzato nel corso della settimana, dove si ricorda in particolare l’importanza di “riflettere su nuove modalità di coinvolgimento di bambini e bambine e di integrazione tra generazioni differenti all’interno della Chiesa, anche rivolgendo vocazione ai più piccoli per ruoli specifici all’interno delle chiese.
Un altro tema che è stato portato all’attenzione dei sinodali è stato quello relativo alla cura degli spazi fisici delle chiese, la cui comodità e accoglienza sono condizioni necessarie per il benessere di tutta la comunità.
Il Sinodo dei bambini e delle bambine si conferma quindi anche quest’anno un progetto di grande importanza, non solo per il contributo offerto alla discussione sinodale ma soprattutto per l’opportunità che offre di provare a realizzare una chiesa in cui conta la voce di tutti e di ognuno, anche i più piccoli e le più piccole” ha concluso Parizzi, ringraziando anche i responsabili Eric Paschetto e Serena Long per il lavoro svolto.
Il Sinodo ha votato all’unanimità uno specifico atto per ringraziare il Sinodo dei bambini e delle bambine per il contributo offerto alla riflessione delle chiese, richiamando alla ricchezza della diversità, dello scambio, della condivisione. Ha inoltre espresso gioia nel constatare che le nuovissime generazioni arricchiscono il presente, offrendo una promettente visione del futuro.
Galleria fotografica a cura dell’agenzia stampa NEV
In coerenza con il dibattito in corso, il Sinodo ha inoltre deciso di aderire alla proposta rilanciata su Avvenire qualche settimana fa di assegnare il premio Nobel per la Pace ai bambini e alle bambine di Gaza e, potremmo aggiungere, idealmente a tutti i bambini e a tutte le bambine del mondo.










