Essere con Cristo
Un giorno una parola – commento a Giovanni 1, 12
La mia dimora sarà presso di loro; io sarò loro Dio ed essi saranno mio popolo
Ezechiele 37, 27
A tutti quelli che l’hanno ricevuto egli ha dato il diritto di diventare figli di Dio, a quelli cioè che credono nel suo nome
Giovanni 1, 12
Possiamo trovare nei passi di oggi stimolanti contrasti. Il Signore promette, per bocca del profeta Ezechiele, di prendere nuovamente dimora, nel tempio, fra i suoi. Dio è presso il suo popolo nella sua gloria, che abita il tempio, e nel suo nome, che può essere invocato.
Gesù promette a chi lo ama di dimorare, qui in questa vita, presso di lui insieme al Padre. Dopo la morte, invece, sarà chi crede ad abitare con Gesù nella casa del Padre. Nella Lettera agli Ebrei la Gerusalemme terrestre diventa la Gerusalemme celeste, nella quale i credenti saranno riuniti alla riunione festante delle miriadi angeliche. La Seconda Lettera di Pietro prospetta, riprendendo le parole del profeta Isaia, nuovi cieli e nuova terra che, salvi dal nulla della morte, i credenti abiteranno in eterno.
Nell’Antico Testamento Israele è il popolo del Signore e il Signore è il loro Dio. Gesù ci insegna a rivolgerci a Dio, chiamandolo “Padre nostro” e ci vien detto, nel Vangelo di Giovanni, che a quanti credono in Cristo è dato di diventare “figli di Dio”, per dimorare poi da figli, come si diceva, nella casa del Padre. La Scrittura non offre una chiara e univoca definizione di ciò che ci attende dopo questa vita. Abbiamo accennato a immagini suggestive, che propongono realtà terrene, ma trasfigurate e private di ogni elemento negativo.
Nella nuova Gerusalemme scesa dal cielo del libro dell’Apocalisse non ci saranno né dolore né morte, né cordoglio, né lacrime. L’apostolo Paolo, invece, pensando alla sua morte, parla con estrema sobrietà di ciò che c’è dopo, al di là: morire, per lui, significa semplicemente essere con Cristo. Andando all’essenziale, possiamo dire che finché saremo qui Dio sarà con noi, poi noi saremo per sempre con lui nella certezza che, come ci rassicura l’apostolo, nulla potrà mai separarci dall’amore di Dio che è in Cristo Gesù. Questo non è né poco né molto: questo è tutto ciò che conta. Amen.