Luoghi di confine
Un giorno una parola – commento a Filippesi 1, 13-14
Le mie lacrime sono diventate il mio cibo giorno e notte, mentre mi dicono continuamente: «Dov’è il tuo Dio?»
Salmo 42, 3
A tutti quelli del pretorio e a tutti gli altri è divenuto noto che sono in catene per Cristo; e la maggioranza dei fratelli nel Signore, incoraggiati dalle mie catene, hanno avuto più ardire nell’annunciare senza paura la parola di Dio
Filippesi 1, 13-14
Carceri sovraffollate, carceri disumane, carceri ingiuste, o magari al contrario non abbastanza dure, socialmente gravose eccetera… Carceri: un tema sociale che ritorna, un’immagine per lo più temibile e confinata, rimossa perché il penitenziario è per sua natura un luogo liminare. Eppure, ci sono luoghi la cui identità è ormai profondamente intrecciata con la presenza di una casa di reclusione: pensiamo al romano Rebibbia, al napoletano Poggioreale, o all’isola di Nisida, immediatamente associata al penitenziario minorile.
Luoghi di confine, come lo sono gli ospedali, sospesi tra la vita e la sua negazione, l’abbondanza e la riduzione, la libertà e la prigionia. Eppure, chi ha avuto l’opportunità di svolgere servizio pastorale in questi luoghi-non luoghi, racconta anche incontri ad alta intensità, dove i fossati della colpa o della malattia non hanno affossato l’umanità e la vita, emerse con la forza del pentimento e della riconoscenza. Esperienze di grazia.
L’episodio di cui parla l’apostolo Paolo nei versetti di oggi è molto diverso da quello, ad esempio della prigionia di Paolo e Sila a Filippi, raccontato nel capitolo 16 degli Atti. Ora non assistiamo ad un terremoto che scuote il carcere, spezza le catene e spalanca le porte. Ma la forza è la stessa, quella che si rivela nella debolezza di chi ha deciso di seguire il Signore ed è testimonianza che genera convinzione e coraggio.
In fondo, se pensiamo a quei luoghi fisici di limitazione della libertà senza censura, ci accorgiamo di quanto camminiamo tutti e tutte su quel sottile filo liminare, da cui solo la Grazia di Dio ci dona sguardo e passo su ampi spazi di libertà e vita. Amen.