Cantare al Signore

Un giorno una parola – commento a Efesini 5, 18-19

 

In Dio ci glorieremo ogni giorno, e celebreremo il tuo nome in eterno

Salmo 44, 8

 

Siate ricolmi di Spirito, parlandovi con salmi, inni e cantici spirituali, cantando e salmeggiando con il vostro cuore al Signore

Efesini 5, 18-19

Ci sono momenti in cui desidero il silenzio, che può significare lasciarmi toccare dai suoni dell’ambiente: un treno che corre, il chiacchierio qua e là, il traffico, il brusìo del mare, le cicale… Altri momenti, più rari, desidero ascoltare la musica dal mio stereo di casa: e mi immergo nelle canzoni che più amo: i nostri anni ’60, ’70, ’80, con i grandi cantautori e interpreti che hanno celebrato la vita in musica – amori, ricordi, nostalgie, leggerezze… – alcuni dei quali non sono più tra noi.

 

Se mai mi deciderò a riprendere lo studio della chitarra, lo farò per poter cantare quelle magnifiche canzoni e magari anche accompagnare qualche canto nuovo per il culto, visto che ci chiediamo come ampliare il nostro repertorio, pur ricco di inni di grande valore.

 

Cantare per l’apostolo Paolo può essere addirittura un modo di comunicare tra i credenti, espressione suscitata dallo Spirito, che va cercato, invocato per esserne ricolmi. Parlare e parlarci in musica, allora, non solo ci fa trascendere il contingente, trasportandoci nelle esperienze di altri, su e giù nel tempo e nello spazio; ma ci connette anche con Colui che tutto trascende ed è però a noi più prossimo di quanto lo siamo a noi stessi.

 

Cantare per l’apostolo Paolo diventa un modo per superare le visioni parziali, le presunte verità, le faziosità, gli atteggiamenti critici ed ostili, le esperienze dolorose, per aprirsi a Dio, agli altri e ringraziare dei doni della vita e della fede. Cantare esprime l’intenzione di cercare la volontà di Dio, che dev’essere consapevolezza da coltivare con vigilanza e lucidità, scrive poco prima Paolo.

 

“Cantate”, è il titolo liturgico della quarta domenica dopo Pasqua: “cantate al Signore un cantico nuovo” (Salmo 98). Che sia un inno del Seicento, un canto di Taizé, una canzone di un grande cantautore, o – sebbene non sia affatto il mio genere – una canzone rap, allora, cantiamo! A un passo dal cielo blu. Amen.