Tre rifugi Val Pellice, festa di sport

Dopo 35 anni cade il record del miglior tempo assoluto

 

Alla fine è successo! Il record, anzi i record, sono stati superati nella 48a edizione della “Tre rifugi”, grande classica della corsa in montagna, che si corre a fine luglio sui sentieri dell’alta val Pellice in provincia di Torino.

 

Il miglior tempo assoluto resisteva dal lontano 1991 (corsa singola, Claudio Galeazzi, Forestale). Sabato 25 Andrea Rostan e Paul Machoka (Atl. Saluzzo) hanno fermato il cronometro a 2.00.09! Due minuti in meno di Galeazzi e tre in meno del primato a coppie dei fratelli Dematteis. Rostan giocava in casa, è nato a Pinasca (grande carriera, fra cui il titolo mondiale a squadre di corsa in montagna nel 2022), mentre Machoka era alla prima partecipazione su un percorso praticamente sconosciuto. Keniota specialista anche nelle grandi distanze del mezzofondo si è trovato a suo agio sulle montagne della val Pellice, dopo le ottime prestazioni a livello mondiale (bronzo ai Mondiali 2025 di corsa in montagna nella gara singola e oro a squadre).

 

Da rimarcare anche la prestazione di Diego Cossotto guidato da Osvaldo Beltramino. Costretti al ritiro per un piccolo problema di salute di Cossotto quando le difficoltà maggiori erano quasi terminate: Cossotto è già noto per il suo viaggio in tandem da Torre Pellice al Marocco per essere un’atleta non vedente. In mezzo 250 coppie che hanno vissuto, ognuna con le proprie emozioni, la gara, che è diventata come sempre, anche una festa. Tornando agli aspetti sportivi il duo vincitore ha creato il vuoto alle proprie spalle, staccando di più di 11 minuti i pur fortissimi Alberto Vender e Luca Merli e di quasi 20 Lorenzo Becchio e Paolo Bert (quest’ultimo vincitore di 13 edizioni della gara!).

Risultato di assoluto livello anche per la coppia mista di Fabio Griglio e Arianna Dentis, noni assoluti e per quella femminile: Francesca Ghelfi e Erica Ghelfi, arrivati al traguardo come 17esima coppia.

 

Il percorso si snoda in un ambiente naturale di eccezionale bellezza: la partenza e l’arrivo sono posti nella Conca del Pra, a 1700 metri di quota. La prima salita porta al colle Barant a oltre 2300 metri dove sorge l’omonimo rifugio; poi discesa rapida al rifugio Barbara Lowrie e risalita, assai impegnativa, al colle Manzol, 2701 metri. Da qui ultima lunga discesa verso la Conca del Pra e il rifugio Jervis, che si raggiunge dopo l’ulitmo, lungo tratto pianeggiante, nella conca: 21,7 chilometri di sviluppo per 1650 metri di dislivello positivo.