Dambe So si allarga. Raddoppiano i posti all’ostello sociale in Piemonte

Dai campi del Saluzzese all’ostello: la raccolta della frutta racconta ancora il bisogno di un’accoglienza dignitosa.

Primi giorni di giugno, stagione di raccolta 2026. “Iniziano oggi?” “No, non ancora. Vedi che non sono ancora maturi. Con questo caldo però partirà la prossima settimana, sicuro”. 

 

Parlano dei mirtilli. Piccole bacche blu che nelle campagne tra Saluzzo e la Valle Po segnano ogni anno l’inizio della stagione della raccolta. Dai mirtilli alle ciliegie, passando per pesche, albicocche, susine, mele e kiwi. Ogni anno circa 10 mila lavoratori stagionali attraversano i circa 15 mila ettari del cosiddetto “distretto della frutta di Saluzzo”. C’è chi arriva dalla Sicilia, dove ha appena finito di raccogliere le patate; chi dalla Calabria, dalla Campania, dalla Puglia o dalla Basilicata. In tanti si spostano da Nord a Sud. Alcuni conoscono bene i frutteti del Cuneese perché ci sono già stati negli anni scorsi, altri vengono richiamati da amici o conoscenti. 

 

Le condizioni di lavoro sono leggermente migliorate rispetto a una decina di anni fa, quando si veniva pagati tra i 4 e i 6 euro all’ora. Oggi la paga oraria oscilla generalmente tra i 7 e gli 8 euro. Alcuni raccontano che ci sono aziende che arrivano anche a 8,50 euro. Le giornate, però, restano lunghe. Nonostante il caldo, le soste sono poche, tranne una breve pausa pranzo verso mezzogiorno. Si parte presto, entro le 7 del mattino, e si rientra a casa solo alle 18 o alle 19. 

 

Casa. Una parola che può indicare soluzioni abitative molto diverse tra loro. La maggior parte dei lavoratori dorme nelle aziende agricole dove lavora oppure trova un posto grazie ad amici o conoscenti. Un materasso in appartamenti spesso sovraffollati può costare anche 150 euro al mese, oltre alle spese. Chi non riesce a sistemarsi in questo modo può fare richiesta di ingresso nelle “accoglienze diffuse” organizzate da alcuni Comuni della zona. Chi non convince il proprio datore di lavoro a contribuire alle spese dell’accoglienza, o lavora in un Comune che non aderisce al progetto, rischia di rimanere senza un posto dove dormire. O ci rimane davvero, come le decine di lavoratori che ogni estate trascorrono la notte sui cartoni nell’area del parco Gullino di Saluzzo. 

 

Mentre i mirtilli iniziavano a maturare e i primi lavoratori arrivavano nel Saluzzese, anche l’ostello sociale Dambe So di Revello, aperto dalla Federazione delle chiese evangeliche in Italia nel giugno 2025 all’imbocco della Valle Po, si preparava alla nuova stagione ampliando i propri spazi. 

 

Per capire come nasce Dambe So bisogna però spostarsi di oltre mille chilometri, fino a San Ferdinando, in Calabria. Qui, nel 2022, non lontano dalla tendopoli, apre ilprimo ostello Dambe So per lavoratori stagionali, un’altra iniziativa di Mediterranean Hope, programma migranti e rifugiati della Federazione delle chiese evangeliche in Italia. L’idea è semplice: offrire case dignitose ai lavoratori e dimostrare che chiudere i ghetti è possibile. Da allora gli appartamenti sono aumentati. Oggi, sparsi nella Piana di Gioia Tauro, sono 17, per oltre 60 posti disponibili. 

 

Dal 2024, seguendo le rotte del lavoro stagionale, il progetto è arrivato anche in Piemonte, nel Saluzzese. Prima a Verzuolo, poi a Revello. Grazie all’ampliamento realizzato all’inizio di giugno, i posti disponibili sono passati da 15 a 27, di cui 23 nella sola Revello.

 

Ma Dambe So non è soltanto un luogo dove dormire. Fin dall’apertura è diventato anche uno spazio aperto alla società civile. Negli ultimi mesi ha ospitato proiezioni, dibattiti, concerti e incontri. C’è chi ha partecipato alle iniziative e chi ha contribuito in modo più concreto, donando una lavatrice, un frigorifero, reti, materassi o altri beni utili alla vita dell’ostello. 

 

Un’iniziativa che va nella direzione di arricchire ulteriormente l’ostello è quella lanciata da “Una torre di libri”, il festival culturale in programma dal 9 al 12 luglio a Torre Pellice, in provincia di Torino. 

 

L’edizione di quest’anno prevede infatti, dal 9 al 12 luglio, la costruzione di una torre di libri in piazza, realizzata attraverso donazioni di testi usati. I volumi raccolti daranno poi vita a una piccola biblioteca aperta a tutti e tutte, ospitata proprio all’interno dell’ostello Dambe So di Revello.

 

Foto Fcei