Cosa significa seguire Gesù?

Un giorno una parola – commento a Giovanni 12, 26

 

 

Abbiate dunque cura di fare ciò che il Signore, il vostro Dio, vi ha comandato; non ve ne sviate né a destra né a sinistra

Deuteronomio 5, 32

 

Gesù dice: «Se uno mi serve, mi segua, e là dove sono io sarà anche il mio servitore; se uno mi serve, il Padre l’onorerà»

Giovanni 12, 26

Le parole del versetto sono poche, semplici e apparentemente chiare. Designano la sequela di Cristo, la tanto necessaria e difficile missione su cui concorda la maggioranza delle confessioni cristiane, per poi dividersi ferocemente su cosa significhi. E se ci sembrano contese legate a un passato in cui per scrivere si usava la penna d’oca e non lo schermo, vorrei ricordare che in tempi recenti qualcuno si è raffigurato vestito da Gesù senza che il suo personale pudore lo prendesse a schiaffi, mentre dichiarava guerre da un capo all’altro della terra.

 

Su cosa sia seguire Gesù ci si è interrogati attraverso i secoli, e spesso, non neghiamo, ci si sono date risposte completamente diverse, e forse questo va bene, fino ad un certo punto. Quando poi si arriva a invocare il servizio e la sequela per giustificare stragi, guerre, epurazioni, vuole evidentemente dire che si è sbagliato qualcosa. Ma che cosa?

 

Proverò ad avere l’impudenza di sintetizzare in massimo 2000 caratteri, spazi compresi, almeno uno dei criteri discriminanti: chi parla di sequela indica chiaramente Cristo come l’oggetto della medesima, oppure pone se stesso come capofila e lo relega al ruolo di vessillifero? Lascia libertà di coscienza, spazio per interrogarsi, o si propone di svuotare la coscienza, portando l’individuo a condizioni estreme in cui bene e male perdono i loro contorni, e l’unica cosa che resta è seguire un comando? Chi non lascia alla persona questo spazio, come può sostenere di non voler fare di se stesso un dio? Di fatto calpesta sotto i piedi i due primi Comandamenti, del Decalogo, ma in primo luogo quelli di Gesù: «”Ama il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta l’anima tua e con tutta la mente tua”. Questo è il grande e il primo comandamento. Il secondo, simile a questo, è: “Ama il tuo prossimo come te stesso”. Da questi due comandamenti dipendono tutta la legge e i profeti». Amen.