La democrazia che nasce dalla testimonianza
I lavori si sono svolti dal 12 al 14 giugno nell’Aula Sinodale di Torre Pellice
Proseguono gli articoli relativi ai lavori delle recenti Conferenze distrettuali delle chiese valdesi e metodiste, strumento intermedio di governo delle chiese
Sono quattro i distretti territoriali delle chiese metodiste e valdesi: I Distretto (Valli Valdesi del Piemonte), II Distretto (Italia settentrionale e Svizzera), III Distretto (Italia centrale), IV Distretto (Italia meridionale). Oggi è il turno del II Distretto.
Cento deputati, provenienti dalle chiese di quello che è il Distretto più ampio in Italia. E proprio questa caratteristica rende i lavori della Conferenza distrettuale (Cd) particolarmente ricchi di interesse e di contenuti. Il merito va, indubbiamente, alla Ced uscente che nel corso dell’anno ha saputo stimolare attraverso il dibattito, anche all’interno dei Circuiti, su tematiche che si sono rivelate particolarmente coinvolgenti.
I tre giorni di Cd hanno costituito un momento di ulteriore sviluppo ed approfondimento delle tematiche che hanno coinvolto le chiese.Partendo dalle linee e indicazioni emerse durante il Sinodo 2025, quello che stiamo concludendo è stato un anno di studio, confronto e sperimentazione su diversi aspetti della vita della Chiesa e delle chiese. Un tema che ha costituito il filo conduttore è stato quello della democrazia, cercando di non limitare l’argomento al solo tema del “potere” affidato alla “base”, ma leggendo lo spirito democratico, che dovrebbe essere uno degli elementi caratterizzanti il nostro essere chiesa impegnata nel mondo, come appello alla responsabilità non solo collettiva, ma anche individuale.
Proprio per cercare di attuare questo passaggio tutti i Circuiti del II Distretto hanno attuato la sperimentazione incoraggiata dal Sinodo 2025 del “Consiglio di Circuito allargato”. Un’esperienza della quale abbiamo parlato e sulla quale ci siamo confrontati, che ha avuto aspetti sia positivi sia negativi, ma che si auspica possa proseguire trovando le opportune modifiche o i necessari accorgimenti per far sì che possa essere uno strumento efficace per rendere concreto il coinvolgimento di tutte le comunità locali nell’impegno per quello che è stato l’altro tema importante della Cd: la vita della chiesa e l’evangelizzazione.Penso di non esagerare dicendo che quello dell’evangelizzazione è da anni, anzi da decenni, un argomento al centro dei dibattiti all’interno delle nostre chiese. Durante il lavoro in gruppi abbiamo affrontato questo argomento partendo da una affermazione non scontata e che può apparire provocatoria: una lettura negativa del termine “evangelizzare”. Questo nasce da tutte quelle forme di “evangelizzazione forzata” che nel passato sono state attuate. L’evangelizzazione è stata vista come qualcosa che contrasta con la democrazia che è stata al centro di tanti dibattiti e anche del Forum organizzato dalla Ced II Distretto. Qualcuno ha suggerito di parlare piuttosto di “testimonianza”.
La discussione nel gruppo ha poi prodotto un atto col quale si ribadisce che l’annuncio di Cristo è elemento fondamentale della nostra fede e della nostra vita orientate verso il regno, e che invita sia i singoli sia le chiese ad assumersi la responsabilità di annuncio della speranza cristiana, attraverso l’incontro, l’ascolto reciproco, la testimonianza dell’Evangelo. Mi fermo qui con la citazione dell’atto, ma attraverso queste parole siamo tornati a un termine già citato in questo articolo: “Responsabilità”. È vero che Dio può far sorgere anche dalle pietre dei testimoni della sua Parola, ma oggi, adesso, quei testimoni siamo noi e siamo posti davanti alle nostre responsabilità.