Per un ecosistema digitale equo, partecipativo e responsabile

Una delegazione dell’Associazione cristiana mondiale per la comunicazione promuoverà tre incontri dedicati al “futuro digitale comune fondato sulla giustizia comunicativa

 

L’Associazione cristiana mondiale per la comunicazione (Wacc) darà voce alle comunità più vulnerabili all’Intelligenza artificiale in occasione di importanti incontri Onu dedicati proprio alla governance dell’Intelligenza artificiale (Ia) e sulla società dell’informazione. (Prossimamente la rubrica televisiva “Protestantesimo” curata dalla Fcei trasmessa su Rai3 approfondirà questo tema).

 

Una delegazione della Wacc, dunque, promuoverà tre incontri dedicati al “futuro digitale – comune – fondato sulla giustizia comunicativa”, per tentare di plasmare la governance digitale globale nei prossimi anni.

Il “Global Dialogue on AI Governance” (Dialogo globale sulla governance dell’Ia), il Wsis Forum 2026 e l’AI for Good Summit 2026 si riuniranno a Ginevra, tra il 6 e il 10 luglio, accogliendo rappresentanti degli Stati membri dell’Onu, del settore privato e della società civile.

 

Nel corso della settimana, la delegazione della Wacc che parteciperà all’evento – composta da quattro membri – si adopererà per far mettere al primo posto delle discussioni generali l’equità, la partecipazione e la responsabilità, con particolare attenzione alla realtà vissuta dalle comunità del Sud del mondo.

Parteciperanno all’iniziativa il Segretario Generale della Wacc, Philip Lee, la vice segretaria generale Sara Speicher, insieme a due partner comunitari: Carlos Baca (di Redes A.C. e Rhizomatica, Messico) e Maroua Ghith (della Local Democracy Association, Tunisia).

I delegati porteranno così il punto di vista della Wacc sui diritti in tema di comunicazione e sull’esperienza maturata sul campo riguardo a come dovrebbe configurarsi la trasformazione digitale, e proprio per costruire “ponti tra i diversi settori insieme agli alleati impegnati nella giustizia digitale”.

 

Tre incontri per un unico messaggio urgente sulla giustizia digitale.

I tre eventi che convergeranno a Ginevra rappresentano di fatto un momento cruciale per la governance digitale globale.

Il Dialogo Globale sulla Governance dell’Ia, istituito dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite e previsto dal Global Digital Compact, è il primo forum in cui tutti i governi e le parti interessate di diversi settori potranno discutere insieme dello sviluppo dell’intelligenza artificiale.

 

Il Forum Wsis, che fa seguito alla revisione di alto livello del ventesimo anniversario del Vertice Mondiale sulla Società dell’Informazione (svoltasi l’anno scorso), possiede una rinnovata autorevolezza nell’orientare il modo in cui gli Stati membri attuano i propri impegni in ambito digitale.

AI for Good”, nel frattempo, riunisce esperti di tecnologia, decisori politici e società civile per un confronto sul ruolo dell’Ia nel promuovere lo sviluppo umano.

In tutti e tre gli eventi, il messaggio della Wacc sarà coerente: gli esiti che plasmeranno il nostro futuro comune dovranno (già oggi devono) fondarsi su tre priorità imprescindibili:

 

Equità – Chi ne trae vantaggio?

Partecipazione – Chi detiene il controllo?

Responsabilità – Chi è informato?

 

Questi interrogativi – emersi dal simposio della Wacc di aprile sui diritti digitali e la responsabilità nell’Ia, e in linea con la piattaforma condivisa della Global Digital Rights Coalition – vanno oltre l’ottimismo tecnologico che spesso domina tali forum, per chiedersi quali persone vengano realmente servite dai futuri digitali oggetto di negoziazione.

“Il rischio,  negli incontri come questi, è che il linguaggio dell’inclusione diventi un mero ornamento, mentre le decisioni – e i benefici – rimangano nelle mani di pochi”, afferma Lee.

“La Wacc mira a garantire che le comunità maggiormente interessate dall’espansione digitale – le cui culture, lingue, dati e diritti in gioco – non vengano soltanto menzionate nei preamboli, ma siano presenti, ascoltate e coinvolte attivamente nella definizione dei risultati concreti”.

 

Riflettori puntati su percorsi alternativi per l’accesso digitale, l’autonomia decisionale e la possibilità di far sentire la propria voce.

 

Una sessione organizzata dalla Wacc martedì 7 luglio, nell’ambito del Forum Wsis, metterà in discussione l’idea che esista un “unico futuro tecnologico possibile”.

Intitolata “Accesso, autonomia decisionale e voce: come le comunità del Sud del mondo stanno plasmando un altro mondo tecnologico”, la sessione – che si svolgerà in modalità ibrida – vedrà la partecipazione di partner della Wacc e inviterà tutti a riflettere su cosa possa e debba significare, concretamente, il concetto di “integrità culturale”, affinché non resti un mero esercizio retorico.

 

Baca, illustrerà la sua esperienza di lavoro con comunità indigene e rurali in Messico, alle prese con le promesse e le insidie ​​della connettività digitale.

Ghith, porterà il punto di vista del Nord Africa su come le comunità stiano rivendicando la partecipazione democratica a fronte di agende digitali imposte dall’alto.

Interverrà anche Roxana Widmer Iliescu, responsabile del Servizio per l’inclusione digitale presso l’Ufficio per lo sviluppo dell’Unione internazionale delle telecomunicazioni (Itu) e convinta sostenitrice di tecnologie dell’informazione e della comunicazione (Tic) incentrate sull’essere umano e di opportunità digitali eque per tutti.

 

Moderati da Lee, i relatori analizzeranno cosa si rischia di perdere quando, connettività, piattaforme e sistemi di intelligenza artificiale vengono introdotti senza tenere conto della cultura, della lingua o dell’autodeterminazione locale, nonché, quali impegni concreti manchino nel processo Wsis per affrontare tale questione.

L’evento “Accesso, autonomia decisionale e voce” si terrà il 7 luglio, dalle 16 alle 16,45. Ai partecipanti virtuali è richiesta la registrazione anticipata.

 

Costruire un futuro digitale comune

“In quanto organizzazione radicata nel movimento ecumenico e con una lunga esperienza nello sviluppo dei media, la Wacc occupa una posizione privilegiata per l’intersezione di diverse reti: attivisti locali e organismi politici internazionali, operatori del settore dei media e comunità di fede, coalizioni della società civile del Sud globale e partner istituzionali coinvolti in processi multilaterali, ha ricordato Lee.

 

Gli eventi della settimana, dunque, offriranno anche alla Wacc ulteriori opportunità per mettere in contatto attivisti che condividono un approccio alla trasformazione digitale basato sui diritti, al fine di rafforzare l’impatto collettivo.

I membri dell’Organizzazione, si legge ancora sul sito della Wacc, intendono stabilire contatti con partner dell’alleanza quali l’Association for Progressive Communications (Apc), IT for Change, Rhizomatica e il Global Forum for Media Development (Gfdm), oltre che con rappresentanti del Consiglio ecumenico delle chiese (Cec).

 

La Wacc sosterrà inoltre attivamente gli sforzi tesi a garantire un collegamento significativo tra il Global Digital Compact e i processi del Wsis, opponendosi alla frammentazione della governance digitale in ambiti separati e non comunicanti.

“Molti gruppi diversi esprimono forte preoccupazione per il fatto che l’attuale traiettoria dominante – che prospetta un unico e inevitabile futuro tecnologico – comporti costi reali; costi che le persone, e in particolare le comunità emarginate, stanno già subendo e che sono destinati ad aggravarsi ulteriormente”, conclude Lee, “per affrontare problemi quali la cancellazione culturale, la concentrazione del potere, la mancanza di integrità dell’informazione, gli abusi online e l’appropriazione dei dati da parte delle grandi aziende, dobbiamo tutti far sentire la nostra voce e lavorare alla creazione di un ecosistema digitale equo, partecipativo e responsabile”.