Premio Paul Gerhardt 2026: i vincitori
Quasi 500 composizioni, cinque vincitori e melodie nuove per testi vecchi di tre secoli
Assegnato il Premio Paul Gerhardt 2026 alla Nikolaikirche di Berlino.
La stessa chiesa in cui Gerhardt fu pastore dal 1657 al 1668 e proprio in occasione del 350° anniversario della sua morte.
Il concorso era stato indetto dalla Chiesa Evangelica Luterana in Germania (VELKD) insieme alla Paul-Gerhardt-Gesellschaft e alle riviste zeitzeichen e chrismon.
Una opportunità per compositori di tutta la Germania — e non solo — per scrivere nuove melodie sui testi del grande compositore e teologo luterano.
Quasi 500 partecipanti hanno risposto. Le composizioni sono state valutate in forma anonima da una giuria, presieduta da Konrad Klek, presidente della Paul-Gerhardt-Gesellschaft, insieme a esperti di innologia, cantoria e musica pop.
I criteri: cantabilità, eseguibilità, creatività, equilibrio tra parola e musica.
Il primo premio è andato a Daniel Stickan, di Lüneburg per la sua nuova melodia su «Du meine Seele, singe».
Un inno che esorta l’anima a cantare le lodi di Dio lasciando da parte le lusinghe del mondo.
La composizione è stata eseguita durante un culto trasmesso dalla ZDF il 10 maggio 2026 dalla Nikolaikirche di Norimberga.
Il secondo premio è andato a Steffen Langkamp, di Colonia, per «Nun ist der Regen hin».
Quest’inno celebra la fine della tempesta come immagine della grazia che sopravviene dopo la sofferenza.
Al terzo posto, un ex aequo: «Befiehl du deine Wege» di Peter Bubmann, elaborato su un motivo tratto dal Messia di Händel — l’inno dell’affidamento totale a Dio — e «Nun danket all und bringet Ehr» di Micha Keding, in forma di Gospelsong.
Il Premio speciale per la creatività è invece andato a Sonja Lenzer, di Diepholz, per una versione contemporanea di «Du, meine Seele, singe» per band con voce, chitarra e basso elettrico.
Il concorso non è un esercizio accademico.
La VELKD ha scelto di cercare melodie nuove perché i testi di Gerhardt non finiscano nelle antologie, ma tornino sulle labbra delle comunità.
Tutte le composizioni premiate possono essere usate liberamente nei culti.
Un atto di generosità editoriale che riflette una convinzione teologica precisa: la fede si trasmette anche cantando, e i canti devono potere essere cantati da tutti.
Lo sapeva Lutero. E ne era consapevole Gerhardt. Il Premio Paul Gerhardt 2026 è la prova che qualcuno oggi lo sa ancora .