La formazione della responsabilità
Riconoscere ciò che si è fatto è importante quanto progettare il futuro
Da oggi e fino a venerdì vi proporremo ogni giorno due articoli relativi ai lavori delle recenti Conferenze distrettuali delle chiese valdesi e metodiste, strumento intermedio di governo delle chiese
Sono quattro i distretti territoriali delle chiese metodiste e valdesi: I Distretto (Valli Valdesi del Piemonte), II Distretto (Italia settentrionale e Svizzera), III Distretto (Italia centrale), IV Distretto (Italia meridionale). Oggi al via con il I Distretto.
Che cos’è la comunicazione? Pura e semplice informazione oppure è condivisione ed elaborazione progettuale? Comunicare dove? In chiesa? Tra strutture diverse, dove agiscono e interagiscono comunità locali e strutture ecclesiastiche intermedie? Quale è la valenza della comunicazione interpersonale in seno alla comunità e con il territorio di riferimento? Queste alcune delle domande che si sono poste i deputati delle chiese del primo distretto convocati a Pomaretto il 6 e il 7 giugno.
La densa discussione che ha fatto seguito ha permesso la votazione dell’atto in cui viene anche sottolineata l’indispensabile condivisione delle risorse che interagiscono nel nostro territorio. Questa più capillare condivisione di scambio di notizie e contenuti, può favorire non solo l’ascolto dell’altro ma anche l’impegno fattivo nella comunità. Anche la campagna di sensibilizzazione sulla contribuzione, che abbiamo definito “conta”, può essere valutata una delle facce della condivisione ed elaborazione dell’impegno nella chiesa. Infatti, stiamo registrando un leggero aumento delle contribuzioni.
La comunicazione/collaborazione, potenziando la consapevolezza di un arricchimento comune, diventa anche rete per evidenziare una realtà comunicativa e il fil rouge per affrontare e supportare i pesi e le crisi. Insomma, potremmo così attivare veramente l’invito evangelico a portare i pesi gli uni degli altri e a gioire di traguardi condivisi nelle comunità, nei circuiti e nel territorio in cui viviamo e testimoniamo la nostra fede. Tutto questo ci permetterà di condividere le difficoltà di Agape, di agire con passione fantasia nelle sistemazioni del campo di lavoro (a causa della diminuzione delle forze pastorali), di essere tempestivi nel comunicare, anche all’esterno delle nostre comunità locali, il nostro pensiero su problematiche coinvolgenti il nostro essere presenti in una società sempre più difficile e frammentata per le scelte economiche e politiche di molti governi.
Ma le strategie di lavoro non sono solo rivolte all’immediato e al futuro; molti sono stati i momenti per applaudire, durante la conferenza, al lavoro svolto dall’Animazione giovanile, anche con la festa delle Scuole domenicali e per la formazione dei gruppi corali e dei direttori delle stesse Corali. In questa cornice si colloca anche l’invito a supportare iniziative tese alla formazione della responsabilità di ciascun credente di fronte a discriminazioni e strumentalizzazioni politiche nei confronti delle nuove forme di famiglia. Così la Ced ha invitato strutture intermedie e comunità locali a essere attivi e presenti quando nel giugno del 2027 Torino sarà sede dell’EuroPride.