Portare luce in un mondo di ingiustizia
Un giorno una parola – commento a II Corinzi 6, 14
Odiate il male, amate il bene e, nei tribunali, stabilite saldamente il diritto. Forse il Signore, Dio degli eserciti, avrà pietà
Amos 5, 15
Non vi mettete con gli infedeli sotto un giogo che non è per voi; infatti che rapporto c’è tra la giustizia e l’iniquità? O quale comunione tra la luce e le tenebre?
II Corinzi 6, 14
Quando pensiamo alla giustizia ci viene in mente un reato, un tribunale, un giudice e una punizione e che sia la più severa possibile, si pensa più ad una vendetta, a provocare altro male, che alla vittima. Assicurarsi che il detenuto soffra è il primo pensiero, quando sentiamo le notizie e il crimine è molto efferato. Per fortuna abbiamo anche il diritto, leggi che tutelano i colpevoli, che hanno diritto ad una difesa e si possono portare nuove prove per far ripartire un processo iniquo.
La giustizia, invece, nella società sembra non compiersi mai. Il mondo che abbiamo creato è pieno di iniquità e di persone che soffrono per mano di altri, più ricchi, più potenti, che possono decidere del destino altrui. Viviamo in un mondo basato sui soldi, chi li ha va avanti e può permettersi tutto, anche di commettere reati e ne esce sempre a testa alta, perché può permettersi una squadra di avvocati senza scrupoli. Ci sono persone che giocano sulla vita degli altri per ottenere puro guadagno materiale e niente importa dei sentimenti altrui. E poi ci sono persone che sono disposte a lottare per cercare da soli giustizia, che non si arrendono all’idea di vivere in una parte del mondo che non dà opportunità e sono pronte ad attraversare mari e montagne, disagi infiniti, per cercare un’occasione per far stare meglio loro stessi e la famiglia rimasta in Patria.
Chi non riesce in questo intento cade nella frustrazione e si sente un fallito, può anche stare male al tal punto da fare del male a se stesso e ad altre persone. Chi riesce, porta un po’ di benessere ai famigliari, un po’ di giustizia ed equità, un cambiamento importante nella propria vita, ai famigliari, a volte a un intero villaggio. Platone diceva che la giustizia non poteva esserci senza uomini e donne giuste, tutto parte da noi, da come sappiamo gestire e governare la nostra vita. Riflettiamo su come sappiamo dirigere noi stessi: le nostre azioni sono portatrici di giustizia ed equità? Siamo portatori di luce, amore e speranza? Amen.