Dio non ricorda per sempre la nostra iniquità

Un giorno una parola – commento a Isaia 64, 9

 

Non adirarti fino all’estremo, o Signore! Non ricordarti dell’iniquità per sempre; ecco, guarda, ti supplichiamo; noi siamo tutti tuo popolo
Isaia 64, 9

 

Giovanni battista disse: «Fate dunque dei frutti degni del ravvedimento»
Matteo 3, 8

Nel testo abbiamo un’insinuazione verace di quello che costituisce la preghiera e la rende vera preghiera in quanto frutto dell’esperienza del popolo che solo è legittimato a pregare. La preghiera non è dire (tanto meno comminare) a Dio quello che dovrebbe fare o peggio darci, come in tante attuali, infelici, puramente umane prevaricazioni del pregare e adorare veramente Dio. Notate come qui pregare significhi anzitutto riconoscere che la punizione dell’esilio in cui vive il popolo è ben meritata a causa del peccato. Non si chiede l’annullare o sospendere il giudizio, non si chiede la perpetua guarigione o la prosperità immane, non si chiede di non ricordare l’iniquità, si chiede di non ricordarla per sempre, che al giudizio giusto per il peccato segua il perdono e che la punizione giusta non si perpetui. A Dio si chiede di essere Dio, vale a dire di usare misericordia nei nostri confronti.

 

Ricordare l’iniquità significa colpirla con la punizione che le è dovuta. La preghiera è che questo ricordo non sia eterno. Il popolo non rimprovera Dio per averli puniti né prega di essere liberato dal giudizio, ma riconoscono che il giudizio è giusto e chiedono un sollievo da esso. Faremo bene a imparare anche noi a pregare in questo modo, come vero popolo di Dio.

 

Nel richiamare l’attenzione sulla ragione della loro preghiera, il profeta usa il gesto introduttivo: ecco! Guarda, ti supplichiamo! Così con audacia si chiede a Dio di guardare; la particella na’ è imprecativa (ti supplichiamo). La richiesta (non è un ordine dato a Dio) è che Dio presti attenzione e consideri il fatto che quelli che pregano sono il suo popolo, che si pone dinanzi a Lui in un rapporto di alleanza. Per questo motivo non deve dimenticarli, perché ha fatto loro delle promesse che sono sempre dinanzi a Lui nel tempo e nello spazio della preghiera. Amen.