«Proteggere le persone più delle frontiere»

L’appello delle chiese europee in vista del 20 giugno, Giornata mondiale del rifugiato

 

La Conferenza delle chiese europee (Kek), insieme alla Commissione delle chiese per i migranti in Europa (Ccme), hanno invitato le chiese di tutta Europa a commemorare i rifugiati e i migranti che hanno perso la vita mentre cercavano sicurezza lungo le frontiere europee.

In vista della Giornata mondiale del rifugiato, il 20 giugno, le chiese sono incoraggiate a celebrare funzioni, preghiere e veglie il 21 giugno in memoria di coloro che sono morti lungo le rotte migratorie verso l’Europa. L’iniziativa si inserisce in una lunga tradizione ecumenica di ricordo e solidarietà.

 

L’appello congiunto esprime preoccupazione per le continue morti alle frontiere europee e per le sofferenze affrontate dalle persone in cerca di protezione.

«In questo periodo dopo Pasqua, pieno di speranza e luce destinate a tutta l’umanità, continuiamo a essere profondamente rattristati dal fatto che la sofferenza, la disperazione e la morte continuino a colpire migliaia di nostri fratelli e sorelle alle frontiere esterne dell’Unione Europea e dell’Europa in generale», si legge nell’appello.

Con l’avvicinarsi dell’attuazione del Patto europeo sull’asilo e la migrazione, i firmatari avvertono che le politiche migratorie restrittive potrebbero costringere un numero ancora maggiore di persone a percorrere rotte pericolose. Esprimono inoltre preoccupazione per la criminalizzazione del sostegno umanitario e delle attività di ricerca e salvataggio.

 

Il documento informativo rileva che circa 2.200 persone hanno perso la vita nel Mediterraneo e nelle aree circostanti solo nel 2025. Dal 2014, si stima che oltre 34.000 persone siano morte nel tentativo di raggiungere l’Europa.

«Come chiese, organizzazioni e come cristiani, la nostra vocazione in questo momento cruciale è quella di essere testimoni e servitori della Risurrezione, nonché promotori di una nuova vita di giustizia e pace per tutti, indipendentemente da etnia, nazionalità o religione», afferma la lettera.

 

Le chiese di tutta Europa continuano a rispondere attraverso la solidarietà concreta e il sostegno a percorsi sicuri e legali per rifugiati e migranti.

L’appello si basa su precedenti impegni della Kek. La sua Assemblea Generale del 2013 ha rinnovato l’invito alle chiese «a commemorare coloro che sono morti nel loro viaggio alla ricerca di una vita dignitosa in Europa attraverso una giornata annuale di preghiera».

L’appello congiunto è firmato dal pastore Frank-Dieter Fischbach, segretario generale della Kek, e daTorsten Moritz, segretario generale della Ccme.

Keke e Ccme offrono una raccolta di risorse che possono essere utilizzate come materiale liturgico o di intercessione durante una funzione o un evento informativo. Tute le informazioni sul sito ccme.eu.