Campane, gong e plogging per la transizione ecologica

Ieri era la Giornata della Terra. Le iniziative di questi giorni e l’impegno delle chiese, anche italiane

 

Nella primavera del 1970, il senatore ambientalista Gaylord Nelson annunciò una mobilitazione che avrebbe cambiato la storia: il primo Earth Day. Quell’evento diede vita a un movimento senza precedenti, portando venti milioni di persone in piazza. Da quel momento, il grido della Terra — ferita da fuoriuscite di petrolio, riscaldamento globale e inquinamento — è uscito dai margini per imporsi con forza al centro della coscienza collettiva. Ieri, 22 aprile 2026, quella memoria si è voluta trasformare in azione globale. 

Dal 24 al 29 aprile, Santa Marta, in Colombia, ospiterà la prima Conferenza Internazionale sulla Transizione verso l’abbandono dei combustibili fossili. La scelta del luogo è emblematica: Santa Marta è uno dei principali snodi per l’esportazione di carbone colombiano. Il Consiglio ecumenico delle chiese (CEC) presenterà un appello interreligioso per un trattato sui combustibili fossili. Il documento esorta i governi a fermare immediatamente nuovi giacimenti e a garantire una transizione equa verso l’energia pulita. 

La conferenza, organizzata da Colombia e Paesi Bassi, nasce per colmare il vuoto lasciato dalla COP30 di Belém, dove i riferimenti diretti all’abbandono dei fossili sono stati esclusi dal testo finale.  

 

Secondo quanto riportato da ACT-Alliance, le tensioni geopolitiche, specialmente in Medio Oriente, la vulnerabilità dei sistemi energetici attuali è evidente. Anziché rafforzare la dipendenza dai fossili, queste crisi evidenziano la necessità di un forum non negoziale, capace di favorire discussioni pratiche senza le limitazioni dei protocolli formali. 

 

Mobilitazioni in Europa e in Italia 

Il fermento globale si traduce in azioni simboliche e concrete: 

Il 21 aprile a Saint-Denis, in Francia, la pastora Caroline Ingrand-Hoffet e altri leader religiosi hanno fatto risuonare 154 tra campane e gong. Ogni rintocco ha rappresentato uno dei progetti legati ai combustibili fossili di TotalEnergies, multinazionale francese e una delle sette “supermajor” del petrolio mondiale, con l’obiettivo di dare voce alle comunità colpite dall’estrattivismo. 

Nel Regno Unito, una delegazione di rappresentanti delle chiese metodiste, battiste e riformate hanno scritto a Ed Miliband, Segretario di stato per la sicurezza energetica, chiedendo un’eliminazione graduale dei fossili. 

Parallelamente, a Cardiff, una coalizione ecumenica composta da chiese metodiste, riformate e anglicane ha condotto una capillare campagna di sensibilizzazione. Grazie a questa pressione dal basso, il Consiglio comunale di Cardiff ha approvato a larga maggioranza l’adesione al Trattato di non proliferazione dei combustibili fossili, diventando la prima città del Galles a compiere questo passo storico. 

 

In Italia, le chiese protestanti italiane sono in prima linea con la Commissione globalizzazione e ambiente (GLAM). La rete delle eco-comunità è stata chiamata a partecipare ad attività di plogging — una combinazione di camminata o corsa e raccolta dei rifiuti — proseguendo fino al 26 aprile con eventi di sensibilizzazione.  

Il messaggio che giunge da questo Earth Day 2026 è chiaro: la transizione ecologica non è più solo una questione tecnica, ma un imperativo etico e di fede che unisce le comunità di tutto il mondo. 

 

Di Naomi Cino

 

 

Foto tratta da https://www.nasa.gov/image-article/hello-world/