La veglia ecumenica a Roma riunisce i cristiani nella preghiera per la pace
Folta partecipazione di pubblico per chiedere la fine delle guerre
I cristiani di tutte le tradizioni si sono riuniti nel cuore di Roma venerdì 20 marzo 2026, per una veglia di preghiera ecumenica per la pace, offrendo una testimonianza potente in mezzo a un mondo segnato da conflitti e incertezza.
Tenutasi presso la Chiesa di Santa Lucia di Gonfalone, la veglia ha riunito rappresentanti delle comunità anglicane, metodiste, riformate e di Taizé, insieme alla partecipazione Vaticano. Il culto è diventato uno spazio in cui la diversità della tradizione si è incontrata in comune lamento, speranza e intercessione.
La veglia è stata organizzata in collaborazione dal Centro Anglicano di Roma, dall’Ufficio Ecumenico Metodista di Roma, dall’Ufficio Ecumenico delle Chiese Riformate di Roma e dalla Comunità di Taizé.
Aprendo la serata, la pastora Tara Curlewis dell’Ufficio Ecumenico delle Chiese Riformate e il Fratello Matthew della Comunità Taizé hanno invitato i presenti a un momento di preghiera. Le intercessioni si sono concentrate sulla fine del conflitto armato, sulla protezione di coloro che vivono nelle zone di guerra e sul ripristino della pace in tutto il mondo.
Le preghiere sono state guidate dall’arcivescovo Flavio Pace, segretario del Dicastero vaticano per la promozione dell’unità dei cristiani, dal pastore Matthew Laferty dell’Ufficio ecumenico metodista di Roma e da Elizabeth Anderson del Centro Anglicano. Il culto si è concluso con una benedizione condivisa offerta dagli officianti.
Le intercessioni sono state offerte in più lingue – inglese, italiano, francese, tedesco, spagnolo e portoghese – riflettendo sia la natura globale della chiesa che il desiderio condiviso di pace che trascende i confini.
La veglia è stata organizzata in risposta a un invito congiunto a un rinnovato impegno per il “dono della pace”, pronunciato all’inizio di questo mese dai segretari generali di diverse comunioni cristiane globali.
Riflettendo sulla serata, la pastora Tara Curlewis ha descritto sia la sorpresa che il significato dell’affluenza: «Mentre ci riunivamo per la preghiera, non avevamo idea di quante persone sarebbero venute. È stata una tale gioia vedere la chiesa piena di persone che volevano pregare insieme per la pace e la fine degli attuali conflitti nel mondo.
Per me, la preghiera ecumenica modella come la chiesa sia un corpo con molti membri – quando un membro soffre, tutti soffrono insieme. La veglia ha riunito le nostre varie confessioni, pregando insieme come una sola per coloro che soffrono in aree di conflitto armato e guerra».
In un’epoca in cui le divisioni – sia politiche che ecclesiali – spesso dominano i titoli dei giornali, la veglia a Roma ha offerto una narrazione diversa: di fede condivisa, compassione collettiva e un grido unito per la pace.