La città delle meraviglie
Una mostra ripercorre “Italia ’61”
Da sabato 14 a domenica 29 marzo al Centro di Interpretazione del Territorio Pinerolese di viale Giolitti 1 a Pinerolo è possibile ammirare una mostra che propone un itinerario visivo nella collezione di memorabilia dell’associazione Amici di Italia ’61, per ritrovare l’atmosfera ricca di ottimismo e di speranza dell’Esposizione internazionale del Lavoro che, nel centenario dell’Unità d’Italia, fece di Torino la città delle meraviglie e il simbolo del miracolo economico italiano. In vista delle celebrazioni del centenario dell’unificazione, l’area lungo il Po al confine tra Moncalieri e Torino venne bonificata e sorsero un quartiere e architetture iconiche come il Palazzo del Lavoro e il Palazzo a Vela, destinati ad accogliere gli oltre 6 milioni di visitatori dell’Esposizione Internazionale.
Nel 65° anniversario dell’evento il Consorzio Vittone e il Centro Arti e Tradizioni Popolari del Pinerolese hanno pensato di accogliere e presentare a Pinerolo la collezione dell’associazione Amici di Italia ’61 di Torino, nata nel 2008 con l’obiettivo di mantenere viva la memoria della manifestazione. Perché l’Expo del 1961 cambiò l’immagine di Torino e dell’Italia nel mondo, mostrando il saper fare e la dinamicità degli italiani nel lavoro e nella creatività, nell’ingegno e nell’artigianato.
Qualcuno ha conservato nei decenni successivi oggetti-ricordo, cartoline e biglietti di ingresso all’Esposizione. Tra questi Ezio Giaj che, come migliaia di altri ragazzini dell’epoca, visitò l’Esposizione internazionale del Lavoro di Italia ‘61 insieme alla mamma, rimanendo affascinato dagli spazi che rappresentavano le Regioni, curati da Mario Soldati, ma anche dal Circarama della Walt Disney e dalla telecabina, i cui “ovetti” collegavano la zona di Italia ’61 con la collina.
«Torino, la Città delle Meraviglie» ha ottenuto il patrocinio della Città metropolitana di Torino sarà visitabile sino a domenica 29 marzo al Centro di interpretazione del Territorio pinerolese il sabato e la domenica dalle 10 alle 12 e dalle 14,30 alle 18,30, ma anche il mercoledì dalle 10 alle 12,30. Sabato 21 marzo alle 16,30 l’associazione Amici di Italia ’61, insieme a Mario Abrate e a Piero d’Alessandro, proporrà una conferenza negli spazi espositivi.
Per saperne di più si può visitare il sito Internet www.italia61.org
Qui di seguito le parole del pastore Giuseppe Platone:
La prima impressione è d’essere capitato dentro un raduno di ex-reduci, ma non di guerra, grazie a Dio! Semplicemente reduci dall’aver visitato, nel 1961, ben 65 anni fa (!), una «città delle meraviglie». Quella che sorse tra acquitrini, discariche abbandonate, boschetti alla periferia sud di Torino, ai confini con Moncalieri, lungo il Po davanti alla collina torinese. Correva l’anno centenario dell’Unità d’Italia. A Roma si celebrò l’aspetto politico, a Firenze quello artistico mentre a Torino si festeggiava il lavoro. Erano anni in cui l’industria “tirava”, l’Italia, uscita dalla guerra, si stava rimettendo in piedi. E Fiat city ne era la migliore interprete.
Oggi una mostra completa di quell’avventura chiamata «Italia 61» ci permette di capirne la portata. Il fatto che questa mostra sia stata inaugurata, sabato 14 marzo a Pinerolo, indica come quella vicenda sia parte viva della Città metropolitana che supera i confini strettamente urbani. Accolta nei locali dell’antico Palazzo Vittone dal «Centro di interpretazione del territorio pinerolese», la mostra è stata entusiasticamente introdotta da Mario Abrate, Piero D’Alessandro e Alessandra Maritano che animano l’Associazione, sorta nel 2008, «Amici d’Italia 61».
Dietro la partecipata iniziativa si avverte ancora, a due anni dalla sua scomparsa, la personalità del pinerolese Ezio Giaj che s’adoperò per questa e mille altre iniziative culturali. Sul piano informativo il tema ha accumulato un’esauriente bibliografia, l’ultimo titolo, in ordine di tempo, è dovuto alla penna di Mauro Abrate*. Pagine corredate da un ricco repertorio iconografico. Troviamo la famosa monorotaia Alweg che viaggiava a novanta km orari sulla testa dei visitatori (che raggiunsero la cifra di 7 milioni) oppure il Circarama inventato dalla Disney per offrire una visione immersiva grazie a un enorme e avvolgente schermo circolare (c’era gente che sveniva per l’emozione) per non dire della colorata Ovovia che trasportava il pubblico sulla collina antistante e, naturalmente, le immagini dei pezzi forti: dal PalaVela (Gae Aulenti) al Palazzo del Lavoro (Pier Luigi Nervi) progetti, da anni, presenti su manuali d’architettura in tutto il mondo.
Fu un’esposizione incredibile. Che si poteva anche ammirare, come da adolescente provai, dall’alto della ruota panoramica «Cobra» collocata nel più grande, allora, Luna Park d’Europa. Ricordo che tra le hostess dell’esposizione internazionale (scelte tramite dure selezioni) ci fu, anche, la giovanissima Donatella Deodato, figlia dell’allora pastore valdese di Pinerolo, scomparsa durante il Covid. La mostra, a ingresso libero, si conclude domenica 29 marzo. Il sabato 28, alle 16,30 si svolgerà la conferenza conclusiva. Merita sicuramente un salto.
Maggiori dettagli: www.italia61.org
*Mario Abrate, Italia 61, La città delle meraviglie, Impremix edizioni, 2024, pp.227
Foto di Paolo Monti