Trasporto su ferro, rispondono Rfi e Trenitalia
Ma la situazione in Piemonte è sempre critica
Fuoco di fila di domande a Rfi e Trenitalia in seconda commissione consiliare regionale durante l’audizione del 4 marzo: «Siamo riusciti a chiarire alcune questioni relative alla linea Pinerolo-Chivasso, mentre altre sono state eluse» commenta la consigliera Monica Canalis.
Il funzionamento del sistema Ertms (European Rail Traffic Management System/European Train Control System) per l’interoperabilità dei treni e il controllo satellitare comporterà vantaggi manutentivi quando sarà a regime, perché il segnalamento non sarà più laterale, ma virtuale. Ci saranno quindi minori guasti e minori vincoli negli approcci alle stazioni. L’attivazione, però, non avverrà prima del 2029 e quindi gli utenti non percepiranno i benefici fino ad allora.
Un vantaggio immediato però si profila. Durante le lunghe interruzioni del servizio nell’estate 2025 e primavera 2026, Rfi eseguirà altri interventi: il rinnovo del sistema di distanziamento, la sostituzione del telecomando di Airasca che è uno dei punti critici, la sostituzione delle casse di manovra di quasi tutti i passaggi a livello, la progettazione del sottopasso o sovrappasso sui binari a Candiolo per consentire movimenti contemporanei.
Tutti questi interventi dovrebbero impattare sull’efficienza del servizio, non solo nel medio, ma anche nel breve periodo.
L’altra buona notizia è che entro il 2026 dovrebbe essere chiuso lo studio Docfap riguardante il raddoppio della linea Pinerolo-Chivasso (Documento di fattibilità delle alternative progettuali), che costituisce la fase preliminare del nuovo codice appalti (D.lgs. 36/2023). Lo studio analizza diverse soluzioni tecniche ed economiche per un’opera, confrontandone i costi-benefici, impatti ambientali e territoriali. Nello studio è stata inserita anche l’ipotesi della nuova stazione di Vinovo-Garino.
«È stata molto deludente – ammette Canalis – la risposta sulla soppressione del passaggio a livello di Vinovo, che dovrebbe essere il primo della lista definita dalla DGR 2904 del 19.2.2021. È in corso l’analisi del progetto esecutivo e l’inizio dei lavori dovrebbe avvenire nel primo semestre 2026, con conclusione ad inizio 2029. Durata dei lavori: 24 mesi. Insomma, un quadro a luci e ombre che non mitiga la preoccupazione per una linea ferroviaria caratterizzata da ritardi, soppressioni, affollamento, sporcizia, inaccessibilità delle sale d’attesa. Le priorità sono note da anni: raddoppi selettivi nei punti più idonei, soppressione dei passaggi a livello, efficientamento tecnologico degli apparati, completamento del nodo di Torino».
Il territorio pinerolese, chivassese, della zona sud e zona nord di Torino, attraversati da questa linea, rischia di rimanere isolato e di regredire economicamente e demograficamente, se il collegamento ferroviario non tornerà a essere puntuale, regolare, affidabile, frequente e accessibile anche per le persone anziane, povere o con disabilità.
Restano sul tavolo tutti i dubbi sull’eventuale riapertura della tratta Pinerolo – Torre Pellice. La Regione ha posto un problema di costi ma gli atti fin qui condotti dalla giunta Costa evidenziano enormi incongruenze: la Savigliano – Saluzzo – Cuneo, riaperta poco più di un anno fa ha comportato 11 milioni di spesa e altri 36 ne sono previsti per la riapertura, con 850 passeggeri ipotizzati al giorno, mentre per riattivare la Pinerolo – Torre Pellice si prevedono 20 milioni di spesa per 4800 viaggiatori ipotizzati. Per la gestione delle due tratte sarebbe necessario un sostegno regionale di 5 milioni (Pinerolo – Torre) e 4,5 milioni Savigliano – Saluzzo – Cuneo.