Milano. Da “Emmaus” alla sala “Willy Jervis”
La presentazione del libro di Giorgio Tourn e l’inaugurazione dello spazio restaurato alla chiesa valdese
Il 18 febbraio, organizzata dal Centro culturale protestante di Milano, si è tenuta nella sala della libreria Claudiana la presentazione del libro La mia Emmaus del pastore Giorgio Tourn.
Ha moderato la serata Emilio Florio, presidente del Ccp, introducendo la figura dell’autore, che in questo libro ha intrecciato quasi un secolo di storia della Chiesa valdese con la propria.
Florio ha evidenziato il «ruolo profetico» di Tourn all’interno della nostra chiesa, il suo ruolo nell’interrogarci sul «chi siamo e perché siamo qui», e ha sottolineato l’inquietudine suscitata dalla lettura di questo testo, in particolare rispetto alle «occasioni mancate» come Chiesa.
La professoressa Elena Bein ha esordito con l’interrogativo su che cosa è la storia per Tourn, non archeologia ma luogo per capire e definire la nostra identità, «riserva di senso per raccogliere orientamenti per le sfide sempre nuove» del contesto in cui ci troviamo. Importante la «coscienza storica», che non è semplice conoscenza, ma luogo interpretativo, e il ruolo dei testimoni. La parola di Dio è eterna, ma noi dobbiamo saperla storicizzare nella realtà, ha aggiunto, ogni generazione di credenti ha il compito di ripensare come essere testimoni di Gesù Cristo, come essere segno della Sua presenza nella storia.
Sara E. Tourn, che ha curato “dietro le quinte” la laboriosa nascita del libro, ha sottolineato un aspetto che ha colpito diversi lettori, l’autoanalisi critica dell’autore rispetto al proprio percorso, costellato di ripensamenti e senso di inadeguatezza. Ha raccontato, anche con emozione, alcuni aneddoti che hanno reso più vicina e umana la figura del pastore-storico-teologo.
Sono seguiti diversi interventi dal pubblico, che hanno arricchito ulteriormente il dibattito, con ricordi personali, anche sul ruolo di Tourn nella formazione di più generazioni, e facendo riflettere i presenti (in sala, e collegati in streaming) su come storia e teologia nei suoi testi siano sempre strettamente intrecciate.
A seguire, un piacevole momento conviviale intorno all’inaugurazione della sala «Willy Jervis», appena ristrutturata, e resa ora disponibile anche per eventi pubblici.
Il pastore Andreas Köhn ha ricordato la figura di Jervis, mentre Davide Donelli, responsabile degli stabili e Martino Rostan, direttore dei lavori, insieme ad Abdelghalfour Laouidi, che li ha curati “fisicamente”, hanno presentato l’importante opera di ristrutturazione e messa in sicurezza di quella che era affettuosamente chiamata “ex catacomba”. La sala conserva ora anche due lapidi marmoree che rievocano la lunga storia della chiesa di san Giovanni in Conca, di cui il tempio valdese conserva la facciata.
