Violenza giovanile, violenza di genere: riconoscerla, contrastarla, superarla
Ne parliamo con la pastora Letizia Tomassone in vista del webinar del 10 febbraio
Con l’atto 27 la Conferenza del IV Distretto delle chiese valdesi e metodiste (Sud Italia) del 2025, guidata dalla predicazione della pastora Letizia Tomassone sul tema «vincere il maligno» (I Giov. 2,14) focalizzata sulle violenze giovanili, invitava le chiese metodiste e valdesi del sud Italia «ad avviare un percorso di ascolto e sensibilizzazione verso i/le giovani dei loro territori favorendo un dialogo su tematiche rilevanti quali la violenza di genere e l’educazione all’affettività, per contrastare la cultura della sopraffazione che legittima i fenomeni di violenza».
La Commissione esecutiva (Ced) ha quindi organizzato per martedì 10 febbraio, dalle 19 alle 20,30, il webinar «Violenza giovanile, violenza di genere. Riconoscerla, contrastarla, superarla».
«Nella predicazione alla Conferenza distrettuale – ci spiega Tomassone – ho insistito sul fatto che i giovani si trovano ad confrontarsi con quello che la Bibbia definisce il maligno, che tra l’altro è il tema della Settimana ecumenica di quest’anno, in cui uno dei testi è tratto da Giovanni 12, dove Gesù dice che è giunto il momento in cui il principe di questo mondo viene abbattuto, giudicato. Oggi siamo sensibili a questi accenti, che magari anni fa non avremmo notato, questo tema della lotta contro il maligno che avvelena le anime, le persone, è un tema che trovo molto spesso nella Scrittura».
Le chiese e le opere diaconali del Sud Italia sono attivissime, da tempo, nel contrasto alla violenza (pensiamo al lavoro sul bullismo), la pastora rievoca i casi di violenze a Napoli, a Palermo, le manifestazioni di piazza a cui parteciparono tante persone, famiglie, maestri di strada, che ispirarono il sermone e il successivo atto: proprio «questo contrasto tra vita, ricchezza economica, possesso, violenza, era alla base di questa riflessione».
Le opere diaconali lavorano direttamente con i giovani, in ambito scolastico ed educativo: ma che cosa possono fare le chiese, spesso poco frequentate? «Possiamo fare nascere una sensibilità e una capacità di metterci in relazione con i giovani, e puntare su due temi innanzitutto: contrastare la maschilità tossica (a tirare fuori i coltelli sono spesso giovani maschi), un’immagine di violenza e di dominio, e lavorare su tutte le forme di discriminazione, su base razziale o sessuale».
E aggiunge: «Come chiese, lavorare su questo vuol dire fare un pezzo importante, tenendo conto del contesto generale che nello sfondo mondiale è desolante, dominato da violenza e sottomissione: anche tutto il lavoro per la pace entra in questo tema con forza».
Oltre alla violenza inflitta ad altri, ricorda la pastora Tomassone, «c’è anche il tema delle violenze autoinflitte, e in questo caso a essere più colpite sono le ragazze. Noi ci auguriamo che il webinar ci dia qualche elemento di analisi per capire meglio situazioni che evidenziano un vuoto di relazioni, disperazione e solitudine interiore. Le chiese, che sono anche luoghi di relazioni, non possono rimanere a guardare, devono dare un po’ di coraggio agli adulti, per innescare meccanismi positivi».
Tenendo conto anche della nostra responsabilità di adulti come “comunità educante”, perché le chiese non sono isolate, ma in rete con la società, come ricorda ancora la pastora Tomassone, e questo ci spinge ad agire nei territori. Anche su questo si concentreranno i relatori del seminario, che, oltre a Tomassone, pastora valdese a Napoli e docente di studi femministi e di genere alla Facoltà valdese di Teologia (Roma), saranno Beppe Corallo, di ArciGay Ragusa, insegnante a Comiso (Rg), e Stefania Figliuzzi, presidente del Cav (Centro antiviolenza) “Attivamente Coinvolte” a Catanzaro e del Cadic (Coordinamento antiviolenza donne insieme Calabria), appartenente a Dire (Donne in rete contro la violenza).
Il webinar si terrà su Zoom: per partecipare, scrivere a [email protected].