La regalità di Dio

Un giorno una parola – commento a Esodo 15, 18 e Luca 1, 33

 

Il Signore regnerà per sempre, in eterno

Esodo 15, 18

 

Gesù regnerà sulla casa di Giacobbe in eterno, e il suo regno non avrà mai fine

Luca 1, 33

 

La vita è spesso simile ad una barca che affronta una traversata in acque sconosciute in balia delle forze della natura: onde che si alzano, il vento che cambia direzione, cielo nero. Chi è a bordo cerca un punto fermo, qualcosa di stabile a cui aggrapparsi. La nostra vita è spesso così: instabile, imprevedibile, segnata da forze che sembrano più grandi di noi e cerchiamo disperatamente un punto d’appoggio per non naufragare.

 

In questo orizzonte risuonano con forza le parole di Esodo, e quelle di Luca proposte oggi. Due testi lontani nel tempo ma uniti da una stessa affermazione: Dio è Re, e il suo regno non è soggetto al logorio della storia. In Esodo, questa affermazione nasce dopo il passaggio del Mar Rosso. Il popolo ha appena sperimentato la liberazione, ma anche la fragilità della propria fede. Proclamare che il Signore regna “in eterno” significa riconoscere che la salvezza non è un episodio isolato, ma l’espressione di un dominio fedele e duraturo. Dio non è un sovrano occasionale, che interviene solo nei momenti di emergenza; il suo regno attraversa il tempo e accompagna il cammino del suo popolo.

 

In Luca, l’angelo annuncia a Maria un regno eterno che si manifesterà nella persona di Gesù. Qui la regalità di Dio assume un volto umano, fragile e vicino. Non si tratterà di un potere fondato sulla forza, ma su una promessa che non viene meno. Il regno che “non avrà mai fine” non elimina le tempeste delle nostre vite, ma offre un punto fermo dentro di esse a cui possiamo aggrapparci.

 

Questi due testi ci invitano a spostare lo sguardo: dalle instabilità del presente alla fedeltà di Dio. E per i tempi in cui viviamo è quantomai attuale.  Viviamo in un mondo segnato da regni che nascono e cadono, da ricerche di nuovi re e regine, persone “forti”. La Scrittura invece annuncia un governo diverso, fondato sulla grazia e sulla giustizia. Affidarsi a questo Re significa scegliere la fiducia anche quando il mare è agitato, certi che la rotta finale non è il caos, ma un regno che dura per sempre. Amen.