Una marcia ecumenica contro il CPR a Castel Volturno
Il racconto di una intensa giornata per dire no alla logica della detenzione e della marginalizzazione
Sabato 24 ottobre si è tenuta una partecipata manifestazione a Castel Volturno (CE) contro la costruzione del Centro di permanenza per i rimpatri (CPR). Una giornata di marcia pacifica, musica, colori e testimonianze, che ha visto insieme cattolici, evangelici, associazioni, istituzioni e cittadini uniti da una stessa richiesta: difendere la dignità della persona.
La manifestazione ha avuto un forte significato ecumenico. Cattolici ed evangelici hanno camminato insieme, rendendo visibile una fraternità che si costruisce ogni giorno sul territorio e che va ben oltre questa singola giornata. Accanto ai sette vescovi campani – tra i quali, il cardinale Domenico Battaglia, arcivescovo di Napoli; mons. Pietro Lagnese, arcivescovo di Capua e vescovo di Caserta e promotore dell’iniziativa; mons. Carlo Villano, vescovo di Pozzuoli – hanno sfilato anche rappresentanti delle chiese evangeliche del territorio.
Tra gli evangelici erano presenti la Chiesa valdese, con la pastora Letizia Tommasone, le comunità pentecostali, con i pastori Salvatore Spinelli e Antonio Perna, la Chiesa battista di Monteruscello, presente con alcuni membri della comunità, la diacona Monica Natali in rappresentanza delle chiese del XV Circuito delle chiese valdesi e metodiste. Inoltre, ha partecipato anche Francesco Piobbichi, operatore del progetto Mediterranean Hope della Fcei, impegnato nella Piana di Gioia Tauro nel contrasto allo sfruttamento lavorativo e nel sostengo ai braccianti migranti, e una rappresentante del Patto Territoriale che raccoglie diverse realtà coinvolte nel confronto sulle condizioni dei braccianti migranti e sulle politiche di accoglienza nella Piana.
Il «no» al Cpr non significa negare la sicurezza, il lavoro o la legalità. Significa rifiutare la logica della detenzione e dell’emarginazione, e chiedere risposte basate su accoglienza, diritti, lavoro, scuole, servizi e integrazione. Castel Volturno ha bisogno di futuro, non di nuovi luoghi di separazione.
Durante la marcia, era presente anche don Elio Santaniello, parroco della chiesa di Sant’Artema a Monteruscello, con il quale la locale comunità battista collabora da tempo: insieme abbiamo sostenuto questa iniziativa, testimoniando concretamente una collaborazione che precede questa manifestazione e continua nell’impegno condiviso per la dignità delle persone.
Alla manifestazione erano presenti anche il presidente della Regione Campania, Roberto Fico, e l’eurodeputato Sandro Ruotolo. Fico ha definito il progetto del Cpr un «danno incredibile» per Castel Volturno e ha annunciato che la Regione valuterà ricorsi amministrativi e legali contro l’aggiudicazione della gara. Ruotolo, insieme ad altri parlamentari, ha chiesto un dibattito in Parlamento sulla questione.
La loro presenza ha rafforzato il carattere trasversale della giornata: non soltanto una mobilitazione religiosa o associativa, ma un fronte ampio di cittadini, lavoratori, sindacati, associazioni e istituzioni che chiedono al governo di ascoltare il territorio.
Per le strade di Castel Volturno, sabato 24 ottobre, non è passata soltanto una manifestazione, è passata una Chiesa che, lasciate le sale e i pulpiti, si è messa in cammino accanto a migranti, famiglie, lavoratori e cittadini che chiedono soltanto di essere trattati come persone.
Il «no» delle chiese cristiane al CPR è, prima di tutto, un «sì» alla dignità, all’accoglienza e alla giustizia, come espressione di una fedeltà concreta al Vangelo di Gesù Cristo.
Davide Costigliola è pastore della chiesa battista di Monteruscello