Il Premio Nobel per la Pace alla giurista sudafricana Navi Pillay
A Oslo, il Comitato norvegese ha appena annunciato la vincitrice dopo aver esaminato 287 candidature
Il Premio Nobel per la Pace 2026 è stato assegnato alla giurista ed ex Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Navanethem “Navi” Pillay.
L’annuncio è arrivato da Oslo, sede del Comitato norvegese per il Nobel: una scelta avvenuta dopo aver esaminato con attenzione 287 candidature. Tra i nominativi figuravano 208 persone e 79 organizzazioni.
Pillay è una delle figure più influenti della giustizia internazionale contemporanea.
Dalle aule scolastiche segregate dell’apartheid Pillay è arrivata all’Onu, la sua storia personale incarna cinquant’anni di lotta contro l’impunità, la discriminazione di genere e i crimini di guerra.
Il comitato per il premio ha sottolineato il suo ruolo determinante nel garantire che i crimini di guerra, i crimini contro l’umanità e il genocidio vengano perseguiti.
Nata a Durban in Sudafrica in una famiglia di origine tamil indiana durante l’apartheid, Pillay è diventata avvocata e pioniera del diritto, affrontando profonde discriminazioni strutturali, segregazione ed esclusione. Un filo conduttore unisce il suo lavoro iniziale in difesa di Nelson Mandela e di altri che si opposero all’apartheid, al suo servizio come giudice in alcuni dei più importanti casi di diritto internazionale del nostro tempo.
Ha ricoperto la carica di giudice presso l’Alta corte del Sudafrica, il Tribunale penale internazionale per il Ruanda e la Corte penale internazionale. È stata Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani e, fino a poco tempo fa, ha presieduto la Commissione internazionale indipendente d’inchiesta delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati. Oggi Pillay è giudice presso la Corte internazionale di giustizia nel caso in cui il Myanmar è accusato di genocidio.
In storiche cause presso i tribunali internazionali, ha dimostrato che le misure legali possono contribuire a prevenire atti di guerra e violenza. Pillay ha inoltre contribuito a rafforzare le istituzioni del diritto internazionale.
Peter Prove, direttore della Commissione per gli Affari internazionali del Consiglio ecumenico delle chiese, ha accolto con favore il premio conferito a Navi Pillay: «Nei suoi diversi ruoli è stata una delle figure più eminenti nel campo dei diritti umani internazionali e del diritto umanitario e, come ha affermato il Comitato norvegese per il Nobel, la pace richiede giustizia. Nel corso della sua carriera, Navi Pillay ha promosso e difeso questo impegno».
Recentemente era stata insignita del Sydney Peace Prize (2025) e del Premio Olof Palme (2026).