La benedizione di Dio è già all’opera
Un giorno una parola – commento a Galati 3, 13
Il nostro Dio convertì la maledizione in benedizione
Neemia 13, 2
Cristo ci ha riscattati dalla maledizione della legge, essendo divenuto maledizione per noi (poiché sta scritto: “Maledetto chiunque è appeso al legno”)
Galati 3, 13
Agli occhi umani, sembra impossibile che una maledizione possa diventare fonte di salvezza, che la croce annunci il vangelo della libertà, che Gesù Cristo, il condannato, si riveli come il Redentore. Eppure, è proprio lì, nel luogo dello scandalo e dell’apparente sconfitta, che Dio manifesta la sua opera più grande, trasformando la croce in sorgente di vita, di speranza e di salvezza per tutta l’umanità.
La maledizione del peccato, della colpa e della morte sembra avere l’ultima parola. Ma Dio interviene con un gesto che supera ogni logica: il Figlio innocente si lascia caricare della nostra maledizione per donarci la sua benedizione, entrando nel nostro fallimento, attraversandolo e trasformandolo con il suo amore.
La benedizione di Dio è una forza che rompe le catene, che ribalta le condanne, che rende possibile ciò che è impossibile: un cuore nuovo, una vita nuova, un mondo nuovo. È un cammino di fede coinvolgente che ci pone davanti a scelte decisive per la nostra vita.
Accogliere questa benedizione significa credere che l’impossibile di Dio è più grande del nostro possibile. Significa lasciarsi raggiungere da un amore che non si ferma davanti a nulla, nemmeno davanti alla morte, per donarci vita in abbondanza.
E così, anche nella nostra quotidianità possiamo confidare che la benedizione di Dio è già all’opera, per rinnovare noi e, attraverso di noi, il mondo, portando consolazione là dove sembrava esserci solo desolazione. Amen.