Attrice aggredita a Mestre. Giuria Interfilm condanna l’episodio
«Desideriamo portare a Azmeri Haque Badhon il nostro messaggio di vicinanza»
È stata aggredita a Mestre, nei pressi dell’hotel dove alloggiava, Azmeri Haque Badhon, attrice e modella ospite della Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia. Alcuni connazionali (l’attrice è bengalese) l’avrebbero insultata, strattonata e colpita, arrivando a lanciarle addosso acqua e altri oggetti. Nell’aggressione, secondo il racconto dell’attrice riportato su Il Gazzettino, gli uomini le avrebbero intimato di ripetere «Joy Bangla, Joy Bangabandhu», slogan storico del nazionalismo bengalese associato all’Awami League.
Gli aggressori la accusavano di essere una «July fighter», cioè una sostenitrice del movimento studentesco e popolare pro-democrazia del luglio-agosto 2024 che portò alla caduta del governo di Sheikh Hasina, leader dell’Awami League. Hasina, condannata a morte in contumacia per crimini contro l’umanità. Secondo una stima delle Nazioni Unite, nel 2024, fino a 1.400 persone furono uccise durante la repressione. Hasina ha respinto le accuse e, nei mesi scorsi, ha annunciato l’intenzione di rientrare in Bangladesh nel dicembre 2026 e di sottoporsi a procedimento giudiziario.
Come riportato ancora da il Gazzettino, l’attrice ha dichiarato intollerabile l’aggressione, aggiungendo: «Mi chiamavano con insulti sessisti e volgari. E poi volete dire che le donne del Bangladesh saranno al sicuro con voi? Grazie mille per il vostro comportamento. Oggi lo saprà tutto il Bangladesh. Lo saprà tutto il mondo. Perché avete molestato in questo modo un’attrice che è venuta a un festival cinematografico internazionale».
La Giuria INTERFILM presente al festival ha espresso una ferma condanna dell’episodio.
“Desideriamo portare a Azmeri Haque Badhon il nostro messaggio di vicinanza. Ci uniamo alle parole di condanna per un episodio che ha coinvolto anche un bambino. Il fatto che siano stati dei connazionali ad aggredire l’attrice ci porta a riflettere sul fatto che a volte la percezione del ‘nemico’ vicino o lontano è una questione di punti di vista, spesso distorti. La vera distorsione sta nella violenza e nella incapacità di dialogare e di pensare alle conseguenze delle proprie azioni. Avere opinioni diverse non solo è nella natura umana, ma l’incontro tra diversità è ciò che più arricchisce l’umanità” è il messaggio raccolto dall’Agenzia stampa NEV all’indomani dell’accaduto.
Badhon è nel cast di The Difficult Bride, film della regista bengalese Rubaiyat Hossain, presentato in concorso nella sezione Orizzonti della 83ª Mostra di Venezia. Il film è tra le opere visionate dalla giuria INTERFILM, che da diversi anni a Venezia assegna uno specifico Premio per la promozione del dialogo interreligioso. La giuria è composta da rappresentanti dell’organizzazione internazionale del cinema protestante INTERFILM, in collaborazione con l’Associazione protestante cinema “Roberto Sbaffi”.
Il Premio INTERFILM viene assegnato tra i film del Concorso e di Orizzonti capaci di promuovere comprensione, rispetto, simpatia e pace tra persone di diverse origini, storie e fedi. La giuria INTERFILM a Venezia 2026 è formata da Pascale Huber (Svizzera), presidente; Dietmar Adler (Germania); Chiara Clini (Italia); Maggie Morgan (Egitto).
‘I felt they might kill me today’: Actress Badhon after attack by AL activists in Italy
Foto: wikicommons