L’azione di Dio nella nostra vita
Un giorno una parola – commento a Marco 5, 41-42
Io ti esalto, o Signore, perché m’hai portato in alto
Salmo 30, 1
Gesù, presa la ragazza per mano, le disse: «Talità cum!» che tradotto vuol dire: «ragazza, ti dico: àlzati!». Subito la ragazza si alzò e camminava
Marco 5, 41-42
Gesù si avvicina alla bambina, prende per mano la sua vita fragile e pronuncia una parola di risurrezione: “Fanciulla, io ti dico: alzati!”. E subito la morte lascia spazio alla vita, il silenzio si apre alla speranza, la disperazione diventa stupore.
Dio non resta lontano dal dolore umano, ma interviene nella nostra vita, spesso attraverso una presenza fedele che si avvicina nel momento del bisogno. Dio agisce quando il cuore è stanco, le forze vengono meno e non vediamo più una via d’uscita. Proprio allora la sua parola non si limita a consolare: chiama alla vita!
In Marco 5, 41-42, Gesù non resta lontano dalla sofferenza di quella famiglia. Si avvicina, prende per mano la bambina e le parla con tenerezza e autorità. Dio non è un osservatore lontano; al contrario, si china sulla nostra fragilità. Il suo intervento porta una presenza nuova, una forza nuova, una speranza nuova.
Dio si manifesta, con discrezione ma con potenza, quando ci rialza interiormente e ci dona pace in mezzo all’ansia; quando ci insegna a perdonare e ci fa andare avanti nonostante il dolore. Il Signore compie la sua opera più profonda quando ci libera da ciò che ci paralizza, ci restituisce fiducia, ci ridona il coraggio di vivere.
La nostra fede si rafforza proprio quando riconosciamo la presenza di Dio nella nostra vita. E allora possiamo dire, con gratitudine, che il Signore non ha smesso di parlare, di salvare e di rialzare la nostra vita. Amen.
Immagine da Wikipedia: Gyárfás, Jenő, La resurrezione della Figlia di Giairo (ca 1880) – Ungheria