«Se vuoi la pace, vai a parlare con il tuo nemico»

Un volume speciale del Consiglio ecumenico delle chiese da scaricare

 

Pubblicato come volume speciale nella collana “edizioni di pace”, il testo  «Se vuoi la pace, vai a parlare con il tuo nemico: un trattato ecumenico per la pace – 2026», recentemente presentato dal Consiglio ecumenico delle chiese (Cec) e realizzato in collaborazione con l’Ecumenical Peace Network è ora disponibile online in pdf. La pubblicazione è stata inoltre arricchita da una prefazione di Konrad Raiser.

 

Attraverso il concetto di “logica della pace”, il libro indica alcune modalità per risolvere i conflitti tramite la diplomazia e la risoluzione civile delle controversie, nonché come prevenire le guerre.

Il documento mira a offrire a cristiani e umanisti un chiaro orientamento etico verso la pace. 

 

“Esso – si legge -, sollecita un impegno inequivocabile a favore del disarmo militare e invita tutti gli Stati ad aderire al Trattato Onu sulla proibizione delle armi nucleari in un’epoca caratterizzata da un massiccio riarmo. Sottolinea inoltre che le chiese, in particolare, possono farsi portavoce forti e chiare della pace e contribuire a costruire una cultura della pace”.

Il gruppo di lavoro era composto da Ralf Becker, dalla Rev. Karen Hinrichs, dal Prof. Dr. Heinrich Schäfer e dal Dr. Theodor Ziegler.

Il co-curatore Schäfer ha affermato che il trattato cerca di offrire la prospettiva delle organizzazioni di base. 

“All’interno del gruppo di lavoro, abbiamo deciso innanzitutto di ispirarci alla tradizione profetica legata alla figura di Gesù, seguendo l’esempio del profeta Michea e del Discorso della Montagna”, ha dichiarato. 

 

Se letti alla luce del loro contesto originario, gli insegnamenti del Discorso della Montagna offrono indicazioni chiare e pratiche – anche per i decisori politici – su come prevenire la violenza: “Si tratta di una teologia che rispecchia soprattutto la sensibilità dei movimenti cristiani di base, pur rivolgendosi naturalmente all’intera chiesa. Queste riflessioni teologiche sono state integrate da una critica al ‘mito della violenza redentrice’ elaborata dal teologo americano Walter Wink. Abbiamo poi incorporato una prospettiva di scienza politica attraverso il concetto di ‘logica della pace’ di Hanne-Margret Birckenbach”.

Schäfer ha così descritto il lavoro puntiglioso, e oggetto di ripetuti confronti e approfondimenti, dipanatosi nell’arco di circa sei mesi, sia con sessioni plenarie online, sia attraverso scambi tra i singoli membri del gruppo. 

“In questo modo, durante il processo di redazione sono emerse più idee di quanto inizialmente previsto, come ad esempio la prospettiva delle chiese della Germania dell’Est, i documenti del Consiglio Ecumenico delle Chiese (Cec) e del Vaticano, nonché i contributi teologici delle storiche chiese della pace”.

 

Schäfer ha ricordato che esistono diversi punti di contatto anche con l’etica laica.

“S’intendeva rafforzare le iniziative di base, collaborare con attori laici impegnati per la pace e a promuovere una cultura della non-violenza. Insomma, come tutte le strategie in linea con il nostro approccio”.

Sul piano spirituale, il Discorso della Montagna non contiene soltanto indicazioni pratiche ma «Presenta anche la preghiera come fonte di coraggio e indica l’avvento del Regno di Dio. Inoltre, il profeta Michea ci offre una visione magnifica del successo del nostro impegno per la pace: trasformare le spade in vomeri d’aratro».

Schäfer ha poi rilevato che l’appello dei profeti alla giustizia e alla pace — in quanto tale e pur prescindendo dalla sua giustificazione teologica — può essere direttamente collegato alle istanze dell’etica laica: «Il tema degli armamenti nucleari è al centro dell’attenzione del movimento pacifista tedesco sin dalla metà degli anni Cinquanta».

 

Oggi il problema si è di molto aggravato per la decisione del Cancelliere di acquistare per la Germania missili Tomahawk a capacità nucleare, ha osservato Schäfer. 

«Ciò viola importanti trattati internazionali, in particolare il Trattato “Due più Quattro” (accordo internazionale con cui la Repubblica Federale di Germania e la Repubblica Democratica Tedesca, insieme alle quattro potenze vincitrici della Seconda guerra mondiale, Stati Uniti, Unione Sovietica, Gran Bretagna e Francia, sancirono la riunificazione tedesca e la piena sovranità della Germania, ndr), fondamentale per il diritto all’esistenza di una Germania unita – ha proseguito Schäfer -. Il movimento pacifista, tuttavia, si trova sempre in una posizione di svantaggio di fronte a decisioni prese senza alcun dibattito pubblico o parlamentare».

«Nonostante tutto, la sfida lanciata dai profeti e da Gesù — dialogare con il nemico anziché minacciarlo — rimane la guida migliore per chi cerca la pace», ha concluso Schäfer.

 

Per scaricare il Trattato/volume, clicca qui

https://www.lebenshaus-alb.de/magazin/media/pdf/Ecumenical-Peace-Treatise-2026.pdf