Francia, il suicidio assistito è legge
Al termine di un lunghissimo iter parlamentare. Le posizioni delle chiese protestanti
Questa è stata la quarta e ultima votazione da parte dei membri del parlamento francese, ma soprattutto il culmine di un lungo processo legislativo e di numerosi dibattiti, anche all’interno del protestantesimo . Mercoledì 15 luglio, l’ Assemblea nazionale ha adottato in via definitiva il disegno di legge che istituisce il diritto al suicidio assistito, una delle principali riforme sociali del secondo mandato di Emmanuel Macron. Il disegno di legge è stato approvato con 291 voti favorevoli e 241 contrari.
Nonostante la resistenza del Senato, che ha respinto il testo per ben tre volte, e l’opposizione di alcuni operatori sanitari, il disegno di legge relativo al diritto al suicidio assistito era già stato approvato tre volte dall’Assemblea Nazionale a partire dal 2025. Le prime tre votazioni avevano registrato ampie maggioranze, sebbene queste si siano gradualmente ridotte: 305 voti contro 199 nel maggio 2025, 299 contro 226 nel febbraio 2026, e infine 295 contro 232 nel giugno 2026 .
Il testo, modificato nel corso dei dibattiti parlamentari, stabilisce, per alcuni pazienti, il diritto al suicidio assistito a determinate condizioni. Per accedervi sono necessari quattro criteri: essere maggiorenni, avere la cittadinanza francese, essere affetti da una “grave e incurabile patologia” che “metta in pericolo la vita in fase avanzata o terminale” e presentare “una sofferenza fisica o psicologica costante legata a tale patologia”, “refrattaria alle cure o insopportabile”.
Per poter accedere al suicidio assistito, il richiedente deve essere “in grado di esprimere liberamente la propria volontà e con piena consapevolezza dei fatti”. La sua “capacità di discernimento” non deve essere “gravemente compromessa”. Il giorno della somministrazione della sostanza letale, “il medico verifica” che la persona mantenga la propria decisione. “Se si riscontrano pressioni” sul paziente affinché “proceda con il suicidio assistito”, il medico “sospende la procedura e segnala immediatamente i fatti al pubblico ministero”.
Un’altra disposizione che ha suscitato un acceso dibattito in Aula riguardava le procedure per la somministrazione della sostanza letale. Il testo stabilisce che il paziente deve autosomministrarsi il prodotto letale, a meno che non sia “fisicamente impossibilitato a farlo”. In tal caso, la procedura viene eseguita da un medico o da un infermiere.
Martedì 14 luglio, il Primo Ministro Sébastien Lecornu ha annunciato che, dopo l’approvazione, sottoporrà il disegno di legge al Consiglio Costituzionale. Il Presidente del Senato, Gérard Larcher aveva precedentemente indicato che, in caso di approvazione definitiva, avrebbe anch’egli sottoposto il testo al Consiglio Costituzionale. Quest’ultimo avrà quindi un mese di tempo per esprimere il proprio parere.
La Federazione protestante di Francia si è espressa in più occasioni sul tema della fine della vita. Nel gennaio 2019, in un contributo dal titolo “Domande protestanti sulle cure di fine vita: cure palliative, eutanasia e suicidio assistito”, ha ricordato i quattro principi strutturanti che guidano la sua riflessione etica sul fine vita:
1. Dio è all’origine di ogni vita: per i cristiani la dignità è intrinseca ad ogni persona perché creata a immagine di Dio.
2. La vita è un dono, una grazia. Fa parte di un’interdipendenza in cui ognuno è allo stesso tempo e successivamente beneficiario o fornitore.
3. La finitudine è un elemento strutturante della condizione umana.
4. La compassione fraterna verso i più vulnerabili è un principio fondamentale del Cristianesimo.
Con le fedi cattolica, ortodossa, ebraica, musulmana e buddista, la Federazione protestante di Francia ha chiaramente espresso l’inopportunità di un’evoluzione legislativa delle modalità di sostegno alla fine della vita. Oggi constata che il governo vuole andare in una direzione diversa da quella raccomandata da tutte le correnti religiose rappresentate in Francia. Nell’ambito del desiderio dichiarato di sviluppare le cure palliative e di creare un continuum assistenziale, sta valutando l’assistenza alla morte in determinate condizioni. La Federazione protestante di Francia esprime la sua profonda convinzione che nessuna legge potrà mai rispondere alla molteplicità delle situazioni di fine vita, alla loro complessità e alle esperienze e ai vissuti specifici di coloro che le vivono. Teme gli effetti collaterali di una simile legge, in particolare la pressione che potrebbe esercitare sulle persone che si sentono non accolte o un peso per i propri cari.