Amare Dio significa scegliere da che parte stare
Un giorno una parola – commento a Salmo 97, 10
Voi, che amate il Signore, odiate il male
Salmo 97, 10
Vi esortiamo, fratelli, ad ammonire i disordinati, a confortare gli scoraggiati, a sostenere i deboli, a essere pazienti con tutti
I Tessalonicesi 5, 14
Si tratta di una frase forte, limpida, senza mezze misure. Amare Dio non è un sentimento vago, non è una devozione che si accontenta delle emozioni: è una scelta che coinvolge il cuore, la mente, i desideri, le opere. Chi ama davvero il Signore comincia a guardare il male con gli occhi di Dio. Non lo giustifica, non lo accarezza, non lo chiama bene. Lo riconosce come ciò che ferisce l’essere umano, divide le sorelle e i fratelli, spegne la verità e crea confusione.
Ma il salmista non invita all’odio verso le persone: chi crede non odia mai il peccatore, perché sa di essere perdonato per grazia di Dio e non grazie alle proprie buone opere. Odia il male, sì, ma per amare di più il bene; rifiuta il peccato, ma tende la mano a chi è caduto; combatte ciò che distrugge, per custodire ciò che dà vita. Gesù ci ha mostrato questo stile: fermo contro l’ipocrisia, tenero verso i feriti, libero davanti alla menzogna, pieno di compassione per chi cerca la luce. Perciò questo versetto è anche un esame di coscienza: che cosa nel mio cuore fa alleanza con il male? Quali compromessi sto difendendo? Dove occorre più verità, più purezza, più coraggio?
Amare Dio significa allora scegliere ogni giorno da che parte stare, anche nelle piccole cose: nelle parole che diciamo, nei giudizi che formuliamo, nelle scelte nascoste che solo Dio vede. Non si tratta di diventare duri, ma limpidi; non di sentirsi migliori, ma convertiti. Chi si consegna al Signore riceve anche la forza di respingere il male e di perseverare nel bene. E quando si scopre fragile, non si arrende: torna a Cristo, fonte di perdono e di rinnovamento.
Che Dio ci doni una coscienza vigilante, mani pulite e un cuore semplice, perché la nostra vita renda testimonianza alla sua luce.
Amen.