Uccisi tre pastori battisti di etnia Kuki in Manipur

L’Alleanza Battista Mondiale condanna il brutale attacco nello stato indiano e richiama alla pace e alla riconciliazione. Il cordoglio del presidente dell’UCEBI Alessandro Spanu

 

Ieri mattina, in un agguato avvenuto in Manipur, sono stati uccisi tre pastori battisti, mentre rientravano a casa dopo un incontro comunitario. In Manipur, stato dell’India Nordorientale, è in corso un conflitto civile tra le comunità etniche Kuki e Meitei (i primi in maggioranza cristiana, i secondi di religione indù), che rende instabile la situazione, resa ancora più tesa dal coinvolgimento negli ultimi mesi della terza etnia presente nello stato, il popolo Naga.

In un comunicato pubblicato ieri, l’Alleanza Battista Mondiale (BWA), comunione presente in 138 Paesi con più di 53 milioni di credenti battezzati, ha espresso solidarietà e vicinanza alla Asia Pacific Baptist Federation (APBF), una delle sei regioni della BWA, e al National Council of Baptist Churches in India (NCBCI), che riunisce oltre 5 milioni di credenti battisti in tutta l’India.

 

«Oggi la famiglia battista mondiale, insieme ai battisti in India, piange la tragica morte del Rev. Dr. Vumthang Sithlou, già Segretario Generale della Manipur Baptist Convention e attuale Presidente della Thadou Baptist Association India (TBAI); del Rev. Kaigoulun Lhouvum, Segretario del Dipartimento Finanze, Giovani e Musica della TBAI; e del Pastore Paogoulen Sithlou. Continuiamo a pregare per gli altri leader della TBAI rimasti gravemente feriti in un agguato mentre rientravano da un incontro battista a Churachandpur, nel Manipur».

 

«Questi fratelli in Cristo – prosegue il comunicato – sono stati servitori fedeli del Vangelo e si sono dedicati con amore alla guida del popolo di Dio. Le loro famiglie, le loro comunità e le chiese che hanno servito non sono sole. Essi appartengono all’unica grande famiglia battista mondiale, che oggi si stringe a loro nel dolore, nella preghiera e nella solidarietà.

Insieme, la BWA, l’APBF e il NCBCI condannano con fermezza questo brutale attacco contro pastori e innocenti che hanno vissuto secondo il comandamento di Cristo di amare Dio e il prossimo.

 

Riaffermiamo la sacralità di ogni vita umana e respingiamo ogni forma di odio, vendetta e ostilità comunitaria. Chiediamo una pace giusta, fondata non sulla paura o sulla ritorsione, ma sulla verità, sulla responsabilità, sulla riconciliazione e sul dialogo.

Alla famiglia battista e all’intera comunità cristiana del Manipur rivolgiamo la nostra preghiera affinché possano sperimentare la presenza consolatrice dello Spirito Santo. Nei momenti di dolore, possa il Signore guidare il suo popolo oltre la paura e la disperazione, verso il cammino esigente ma salvifico dell’amore di Cristo, che ci chiama a una speranza salda, ad amarci gli uni gli altri e ad avere cura di ogni persona».

Il comunicato si chiude con l’appello alle autorità competenti affinché venga garantita un’indagine completa, imparziale e trasparente, e con l’esortazione a tutti i popoli e alle comunità a rifiutare le divisioni etniche e sociali, a impedire nuove escalation di violenza, e a impegnarsi nel difficile cammino dell’amore, della riconciliazione e della cura verso i più vulnerabili e sofferenti.

 

Appresa la notizia, il presidente dell’UCEBIpastore Alessandro Spanu, ha dichiarato: «Esprimiamo profondo sconcerto davanti all’ennesimo atto di violenza che colpisce persone inermi e servitori del Vangelo. Ancora oggi, in diverse parti del mondo, i cristiani e le cristiane vivono nella paura e nel pericolo a causa della loro fede. Ci stringiamo con cordoglio alle famiglie delle vittime, alle comunità battiste del Manipur e a tutte le chiese colpite da questo dolore. Preghiamo Dio affinché sostenga queste chiese sorelle nel non cedere all’odio e alla vendetta, ma nel continuare a testimoniare la pace, la riconciliazione e la speranza dell’Evangelo anche in mezzo alla sofferenza».

 

 

Da www.ucebi.org