La prima Giornata del Patrimonio Culturale Valdese sudamericano
L’Iglesia valdense ha aderito al progetto già in corso da 4 anni nelle chiese valdesi e metodiste italiane
Sabato 11 aprile, nell’ambito della quarta edizione delle Giornate del Patrimonio culturale metodista e valdese organizzate dall’Ufficio Archivio Storico e Beni Culturali della Tavola valdese e Fondazione Centro Culturale in Italia, l’Espacio Cultural Valdense della Chiesa valdese del Rio de la Plata, ha aderito alla proposta e ha realizzato la sua prima Giornata del Patrimonio Culturale Valdese sudamericano.
Quel giorno, i visitatori sono stati invitati a esplorare il Museo Valdese di Colonia Valdense in Uruguay, attraverso brevi presentazioni che offrivano nuovi modi di vivere gli spazi: prospettive che interagivano con gli oggetti, i documenti e le storie custodite, integrando al contempo le voci di persone provenienti da diverse comunità dell’Uruguay e dell’Argentina.
«È stato un pomeriggio molto piacevole e arricchente – scrive il sito dell’Iglesia – con una buona partecipazione del pubblico che è venuto durante la giornata e che ci ha permesso di riflettere e vivere il patrimonio valdese come storia condivisa, costruita attraverso molteplici esperienze e territori.
Nell’anno in cui celebriamo il centenario del Museo è stimolante osservare come, oltre a essere un luogo di memoria, esso si trasformi in uno spazio dinamico di incontro, di esplosione di ricordi, di dialogo e di nuove interpretazioni del passato.
In quest’ottica, abbiamo iniziato la giornata condividendo le origini e il contesto della creazione del Museo cento anni fa, nonché le modalità di acquisizione dei primi oggetti e il significato dell’edificio. Abbiamo inoltre discusso dell’evoluzione dell’allestimento espositivo nel tempo e degli obiettivi che guidano l’attuale processo di trasformazione globale, che comprende lo spazio espositivo, i depositi, il negozio e la caffetteria».
I vari oggetti legati alle attività musicali e alla comunità valdese invitano a scoprire le storie di cui hanno fatto parte. Da un lato, la storia delle bande o delle società musicali dal 1880 al 1940, riscoperta attraverso fotografie e strumenti, è stata collegata a testimonianze, registrazioni e spartiti musicali, che hanno spinto i curatori a continuare a indagare e a scoprire di più su di esse nelle comunità, su entrambe le sponde del Río de la Plata. Dall’altro lato, le fotografie e gli spartiti dei diversi gruppi corali e dei Festival del Canto dimostrano lo spirito comunitario come strumento di espressione della fede. Questi documenti sono stati collegati alle registrazioni sonore realizzate dal Centro Audiovisivo Valdese alla fine degli anni ’60, unendo così gli oggetti materiali del Museo a un patrimonio immateriale: i suoni. Il tutto è stato accompagnato dai coinvolgenti contributi di coloro che hanno partecipato quel pomeriggio.
Quest’anno, la comunità valdese di Colonia Cosmopolita celebra anche il suo 150° anniversario. Nell’ambito delle celebrazioni, i membri della comunità hanno presentato un intervento coinvolgente e dinamico, incentrato su un dialogo tra due donne: una vestita con abiti tradizionali valdesi, a rappresentare il passato storico; l’altra, con abiti di tutti i giorni, a evocare il presente.
La giornata ha incluso anche un incontro con il gruppo Los Trapitos (membro della Lega delle Donne di Colonia Valdense), un gruppo di donne che, settimana dopo settimana , tessono la comunità realizzando trapunte e coperte. Questo “saper fare” mette in luce una cultura che valorizza al massimo tutti i materiali, riutilizzandoli in qualche modo fin dal momento in cui entrano a far parte del gruppo, per creare anche cuscini, gagliardetti e altri oggetti. L’occasione, oltre a favorire esperienze condivise, ha offerto anche l’opportunità di riflettere sul patrimonio rappresentato dai tessuti e sull’emergere di fili intergenerazionali di esperienze condivise.
Un altro momento clou della giornata è stato l’approfondimento sul patrimonio architettonico, illustrato da una presentazione interattiva della chiesa di Colonia Bidou, situata nel cuore della zona rurale di La Pampa, in Argentina. La presentazione includeva le testimonianze di tre persone con diversi legami con l’edificio, che hanno condiviso le loro preoccupazioni e le loro iniziative per il suo restauro e la sua manutenzione.
«Quanto emerso in questa Prima Conferenza sul Patrimonio Culturale Valdese – conclude il sito dell’Iglesia – ci ispira e ci motiva ad approfondire questo processo di trasformazione che ci interpella e ci sfida, con la convinzione di un museo vissuto, condiviso e che costruisce comunità».


