Oltre gli ostacoli

Si è svolto a Roma il sinodo della Chiesa evangelica luterana in Italia. Rinnovati i vertici

 

Superare gli ostacoli, alzare lo sguardo oltre le difficoltà del qui e ora. Mi perdonerà Riccardo Bachrach, uno dei membri del Sinodo della Chiesa evangelica luterana in Italia (Celi) riunito a Roma dal 30 aprile al 3 maggio, per la sintesi estrema di un suo ragionamento che credo possa rappresentare molto bene ciò che può servire alle quindici comunità luterane sparse lungo lo Stivale.

 

Da una parte, come ha ben scritto il responsabile comunicazione delle Celi Gianluca Fiusco, «la ferita aperta: la decurtazione dei fondi dell’otto per mille da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze, originata da un errore dei Caf che negli anni passati gestivano le dichiarazioni dei redditi». Un errore di altri che rappresenta per la Celi un’incombente spada di Damocle, capace di soffocare ragionamenti e prospettive, perché nei prossimi anni l’ingente cifra riscossa, e utilizzata, andrà restituita. Dall’altra però la necessità di non farsi schiacciare da ansie e paure, consapevoli che la situazione tornerà relativamente presto ad una normalità più accettabile.

 

Da qui l’imperativo di prestare estrema attenzione all’utilizzo delle scarse risorse disponibili, senza perdere però di vista una idea di ecumenismo e collaborazione fra chiese frutto di decenni di dialoghi, incontri, fraternità. Dimostrata ancora una volta dalla presenza dei vertici delle chiese protestanti italiane che fanno parte della Fcei, la Federazione delle chiese evangeliche in Italia, ma anche dalle parole di affetto del neo-segretario del Sae – Segretariato attività ecumeniche-, il teologo cattolico Simone Morandini.

 

Ecco quindi che la proposta, sempre per motivi di cassa, di abbandonare totalmente la storica presenza luterana all’interno dell’unica casa editrice protestante italiana, la Claudiana, è stata bocciata. Al prezzo però di una consistente riduzione della partecipazione (dal 15 al 7%). Stesso discorso per la necessità di onorare la presenza all’interno della Fcei con quote drasticamente ridotte ma per fortuna non del tutto eliminate. In attesa di lune più favorevoli.

 

Saranno alcune delle spine che si troveranno ad affrontare i vertici della Celi, completamente rinnovati in questo Sinodo. Al decano Carsten Gerdes, che tornerà in Germania, e alla sua vice Kirsten Thiele, succedono infatti due nuove figure, il pastore di Venezia Johannes Michael Ruschke nel ruolo di decano, e il pastore Tobias Brendel della comunità di Torino nel ruolo di vice. Due tedeschi a tirare le redini in una chiesa che appare diventare sempre più italiana, a disposizione certo di germanici presenti nel nostro paese e al contempo sempre più nazionale nei suoi membri.

 

In Italia dal 2024 Ruschke ha affermato di candidarsi come decano «per accompagnare spiritualmente e umanamente quella che sento come la mia Chiesa». Un affetto sincero che, come un filo rosso, caratterizza tutti gli interventi dei sinodali durante i giorni di lavoro, miglior viatico possibile per una attenta presa in carico delle sfide.

 

Per la prima volta, l’assemblea sinodale ha incontrato direttamente chi opera nella società civile grazie ai fondi dell’otto per mille luterano. Quattro delle oltre ventiquattro organizzazioni che il bando 2026 finanzia hanno così avuto modo di presentare il proprio lavoro: una scelta fortemente voluta per tessere relazioni reali, a beneficio di tutte le parti in causa, e per evitare di essere un semplice erogatore di denari.

 

Il saluto di uno degli ospiti, il vescovo luterano ungherese Péter Kondor, appare cucito sui lavori e le aspettative di quest’anno: «Non possiamo farcela soltanto con le nostre forze, dobbiamo accettarlo. Come leggiamo in Paolo io riesco a fare tutto attraverso colui che mi rende forte. Dio c’è anche nella nostra vita quotidiana e ci da abbastanza forza per andare avanti così come ha fatto con il profeta Elia».

 

I sinodali hanno poi votato per la creazione di una commissione che entro il 2027 presenti una proposta di riorganizzazione delle sedi pastorali della Celi, con l’obiettivo di un massimo di dodici dalle attuali quindici: alcuni accorpamenti fra comunità più o meno contigue dovrebbero scongiurare peggiori scenari.

 

Ancora una volta e per fortuna sono giustamente i giovani che ci spingono a guardare al domani: va in questa direzione la relazione di Patrick Spitzenberger, direttore del Centro Melantone, che continua a offrire a studentesse, studenti, ricercatrici e ricercatori un luogo dove approfondire teologia, ecumenismo e storia della Chiesa nel contesto unico della città eterna, in collaborazione con la Facoltà valdese di Teologia e con varie altre componenti accademiche, anche cattoliche.

 

Tu, o Dio, m’hai messo i piedi in luogo favorevole” è il versetto dal Salmo 31 che il neo-decano Ruschke ha scelto per accompagnare la sua candidatura: parole di fiducia e ringraziamento verso Dio che paiono ottima cornice per il lavoro che attende la Chiesa evangelica luterana in Italia.

 

 

A sinistra il vice decano Brendel, a destra il decano Ruschke

 

 

Foto Gianluca Fiusco – Celi