L’arte dei giovani per la libertà

A Carrara la prima edizione del Premio dedicato a Jacopo Lombardini, promosso dalla locale chiesa metodista al Liceo Artistico «Artemisia Gentileschi»

 

Di Giulia Severi

 

L’evento di domenica 26 aprile a Carrara ha segnato la conclusione della prima edizione del Premio «Jacopo Lombardini», un’iniziativa che ha saputo trasformare la memoria storica in espressione creativa e impegno civile per le nuove generazioni. Si è tenuta nel pomeriggio, presso la chiesa metodista, la cerimonia di premiazione del concorso d’arte dedicato alla figura di Jacopo Lombardini, dal tema «La libertà dopo l’oppressione».

 

L’incontro non è stato solo un momento formale di consegna dei riconoscimenti, ma una vera e propria “restituzione” alla città del lavoro svolto dagli studenti. Il premio, realizzato dalla chiesa metodista di Carrara grazie all’Opcemi (Opera per le chiese evangeliche metodiste in Italia) con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara, ha coinvolto le classi III, IV e V del Liceo Artistico «Artemisia Gentileschi» di Carrara. Con ben 50 opere presentate tra pittura, scultura e grafica, i giovani artisti hanno omaggiato Lombardini: educatore, partigiano “senza armi” e predicatore laico ucciso nel campo di Mauthausen il 25 aprile 1945.

 

L’evento ha visto la proclamazione delle vincitrici, alle quali sono state assegnate borse di studio sotto forma di buoni acquisto (del valore di 500, 300 e 200 euro).

Al primo posto Aurora Giordano, con Il volo interrotto (tecnica mista grafite e matite colorate) in cui «due mani tormentate si protendono verso una libellula azzurra, simbolo di libertà, spezzata da un filo spinato che si frappone come barriera invalicabile, trasformandola in un sogno che sbiadisce e si fa inafferrabile».

 

 

Al secondo posto, Matilde Trombella con La seconda voce, scultura in ferro ispirata dall’installazione Shalechet dell’artista Menashe Kadishmen, in cui «due volti anonimi simboleggiano la condizione di intrappolamento e il peso della memoria che ha segnato il loro percorso nel tempo” ma “la luce che si riflette sul metallo richiama l’idea di liberazione e di speranza, suggerendo come anche un semplice raggio di sole possa trasformarsi in un segno di libertà e rinascita».

 

 

Terza classificata, Chiara Ussi e La pace, realizzata digitalmente su I Pad, che rappresenta «il desiderio di pace e anche la difficoltà nell’ottenerla. La libertà dopo l’oppressione è una vera e propria conquista, è un processo di ricostruzione per la dignità umana».

 

 

Come spiegato dai responsabili del Consiglio di Chiesa, l’obiettivo del progetto era duplice: onorare la missione educativa di Lombardini e offrire un sostegno concreto al percorso formativo degli studenti carraresi.

La figura di Lombardini – nato nella frazione di Gragnana e simbolo di una resistenza poliedrica e libertaria – continua a parlare alla città attraverso la sensibilità di chi ne raccoglie oggi il testimone. La cerimonia ha confermato come l’arte possa essere lo strumento ideale per elaborare i valori della democrazia e della libertà conquistata a caro prezzo.

 

La giuria ha visto la partecipazione dell’assessora alla Cultura del Comune di Carrara Gea Dazzi, del direttore dell’Accademia di Belle Arti di Carrara Marco Baudinelli, che non era presente all’evento, della prof.ssa Luisa Passeggia in rappresentanza della Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara (ente finanziatore) e due membri di chiesa artisti professionisti (Francesca Bedini e Gian Luca Maggiani). Membro non votante, la vicepreside prof.ssa Francesca Beccari del Liceo «Gentileschi» che ha ringraziato il consiglio di chiesa per aver scelto proprio il liceo artistico per questa prima edizione.

 

«Ci hanno commosso e rincuorato i ragionamenti che i ragazzi hanno espresso nei commenti che hanno accompagnato ogni opera: abbiamo trovato studenti e studentesse consapevoli del valore della Resistenza e di concetti alti come la libertà e l’antifascismo», ha affermato la vicepresidente  del consiglio di chiesa metodista Iris Incerti, che ha condotto l’evento. Un ringraziamento speciale va anche allo scultore Giorgio Tomasi che ha donato alla chiesa un busto in gesso di Lombardini.

 

A questo link si trova la raccolta fondi, a cui chiunque può partecipare, organizzata dalla chiesa in vista di una seconda edizione per poter dare ad altri studenti un sostegno per i loro studi.