Vivere oggi la Risurrezione del Cristo

Un giorno una parola – commento a Romani 4, 25

 

 

Mediante le sue lividure noi siamo stati guariti

Isaia 53, 5

 

Gesù, nostro Signore, è stato dato a causa delle nostre offese ed è stato risuscitato per la nostra giustificazione

Romani 4, 25

 

 

Forse l’essere umano non è mai stato all’altezza della giustizia gratuita di Dio. Dio ha depositato in noi una fiducia smisurata: ci ha creati a sua immagine, ci ha redenti in Cristo, ci ha chiamato figli e figlie. Eppure, crediamo di essere fedeli, ma la realtà è che siamo sempre peccatori e peccatrici.

 

Essere peccatori segna la condizione dell’essere umano – non come umiliazione o condanna, ma come la conseguenza luminosa della rivelazione della giustizia di Dio. Il nostro errore è di non amare questa condizione davanti a Dio, di voler fare bella figura, illuderci di poter cambiare “statuto” agli occhi del Signore mentre questa condizione è l’espressione della misericordia di Dio nei nostri confronti. Dio non ci chiede di fingere perfezione, ma di riconoscere la nostra povertà – porta che apre alla misericordia divina.

 

Ultimamente, c’è qualcuno che abbia perso la consapevolezza del gesto d’amore estremo di Dio, che “ha riconciliato a sé il mondo in Cristo” (II Corinzi 5, 19)? Il mondo si era smarrito da Lui per millenni, eppure Dio non ha ritirato la Sua offerta di salvezza. La nostra risurrezione fa parte della sua. Non è una speranza futura lontana, ma una realtà iniziata nella storia di Cristo e che si compie in noi.

 

Che cos’è, oggi, vivere la Risurrezione del Cristo? Non relegarla a un giorno dell’anno o a un angolo della nostra anima, ma lasciare che la libertà della sua Risurrezione prenda le misure del mondo. Vivere la Risurrezione significa espandere la vittoria di Cristo in ogni respiro, ogni scelta, ogni decisione. Questa è la giustizia gratuita di Dio – e noi, donne e uomini, siamo chiamati a viverla senza riserve. Amen.